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Albanesi in Italia: domenica 26 Maggio pellegrinaggio a Genazzano

14 Maggio 2019 - Roma - Sono previste circa un migliaio di persone provenienti dai numerosi gruppi di immigrati albanesi delle varie comunità sparse in Italia e dall'Albania e Kosovo, accompagnati dai loro vescovi e presbiteri, che si uniranno all'appuntamento del 26 maggio p.v. per rendere omaggio alla Madonna del Buon Consiglio a Genazzano. È suggestivo pensare che ogni anno gli albanesi venuti in Italia sentano il bisogno di fare questo pellegrinaggio mariano. La sentono veramente “loro” questa Madonna, perché 50 anni di ateismo e di feroce persecuzione, che ha cancellato ogni traccia esterna di religione dalla loro terra, non è riuscita a cancellare dalla loro memoria, anzi dalla loro più profonda interiorità, questa immagine di Maria. La celebrazione eucaristica con la supplica alla Madonna alle ore 11,00 sarà presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale Albanese Mons. George Frendo e seguita da altre manifestazioni culturali e di svago.  

Regina Apostolorum: il 15 maggio riflessioni sul contributo della Chiesa sul Global compact

14 Maggio 2019 - Roma -  Un evento sul Global compact su migranti e rifugiati e sul contributo della Chiesa. Si svolgerà a Roma il 15 maggio, alle 17, all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che promuove l’iniziativa. Tra gli interventi previsti, quelli di don Francesco Soddu, Direttore della Caritas Italiana, di don Pierpaolo Felicolo, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma, di p. Fabio Baggio del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. “Le migrazioni non sono un fatto emergenziale, ma epocale – afferma Mons. Guerino d Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI sulle Migrazioni e ospite del Global compact – che cambierà la geopolitica mondiale. Pertanto si manifesta chiara la necessità e l’opportunità di affrontare queste tematiche dal punto di vista culturale e non solo assistenziale; cosa che si sta già facendo perché tale tema è al centro di iniziative cinematografiche, filosofiche, artistiche; è quindi importante discuterne anche a livello accademico”.  

Don De Robertis: i migranti “non sono dei numeri”

13 Maggio 2019 - Roma – “È una tragedia, un dramma che continua tutti i giorni. Il Papa in Bulgaria ha invitato a non voltare lo sguardo da un’altra parte, a non chiudere gli occhi, il cuore e la mano. E purtroppo, voltare semplicemente lo sguardo da un’altra parte non significa interrompere questo dramma: tanta gente costretta a scappare in condizioni veramente indegne per degli esseri umani, cioè subendo torture, violenze, e tanto spesso la morte”. A parlare è il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis in una intervista a Vatican News dopo la morte in mare di almeno 7° migranti a 40 miglia dalla città di Sfax, in Tunisia. Don de Robertis evidenza che “noi abbiamo bisogno di un Paese che sia coeso, che affronti unito le difficoltà, che sia in grado di valorizzare le capacità e le risorse di tutti”. Occorre – ha quindi aggiunto - che la comunità internazionale e l’Unione Europea “non chiudano gli occhi, trovino le forme per migrazioni legali, sicure. Questo era il tema del Global Compact di Marrakech dello scorso dicembre, che è stato però solo il primo atto, e al quale purtroppo l'Italia ha scelto di non essere presente. Dobbiamo renderci conto che veramente sono uomini, donne, persone che hanno una storia, un volto come noi. Non sono dei numeri queste persone. Solo se abbiamo questa consapevolezza forse ci decideremo a mettere mano, ad affrontare questo dramma”

Migranti: un morto su tre in mare nel 2019

13 Maggio 2019 - Roma – “Nel 2019 una persona ogni tre ha perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa lungo la rotta dalla Libia” scrive ACNUR Italia. «È chiaro – aggiunge l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati – che questa situazione non può continuare». Mentre il numero di persone che arrivano in Europa via mare infatti è diminuito drasticamente, più di 250 persone sono morte nel Mediterraneo centrale solo quest’anno. ACNUR ribadisce che «la Libia non è un porto sicuro e che nessun ritorno, da acque internazionali, è da ritenersi ammissibile in base al diritto internazionale”. Intanto sono circa sessantamila le persone sfollate in Libia da quando, all’inizio di aprile, è iniziata l’offensiva militare lanciata dal generale Khalifa Hatar su Tripoli. Lo ha annunciato l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), spiegando che Tripoli ha ricevuto oltre 13mila sfollati.

Sofia e Adam i nomi più frequenti scelte dalle famiglie straniere

10 Maggio 2019 - Milano - Quando si parla di mamme, si parla anche di figli. E, in occasione della Festa della mamma che si celebra domenica 12 maggio, la Fondazione ISMU ha deciso di spostare l'attenzione sui bambini e sulla scelta dei loro nomi. I genitori stranieri preferiscono attenersi alle tradizioni di famiglia o sono aperti anche alle tendenze onomastiche di altre culture? Come sono stati chiamati i neonati stranieri in Italia durante il 2017, ultimo anno rispetto al quale l’Istat rende disponibili i dati? Ci si aspetterebbe forse che siano nati tantissimi Mohamed e molte Amina, ma in realtà non è così.  Se tali nomi sono probabilmente ben frequenti  tra le prime generazioni di immigrati in Italia – spiega Ismu -  ormai da un po' di anni le mamme (e i papà) con cittadinanza straniera, che in base alle stime ISMU sarebbero attualmente circa un milione e mezzo, danno ai figli nomi dalla fonia più vicina alla tradizione italiana. Durante il 2017, infatti, tra le neonate straniere primeggiano Sofia e Sara,  seguite da Emma, Aurora, Amelia ed Emily. Sofia è prima in graduatoria  anche tra le neonate italiane, dove Sara invece occupa il tredicesimo posto. Emma, terza tra le straniere, invece è sesta nella scelta dei nomi per le neonate italiane. Aurora è quarta tra le straniere, ma terza fra le italiane.  Tra i primi quindici nomi della classifica delle nate straniere ce ne sono solo quattro che non appartengono alla tradizionale onomastica italiana: Jannat (settima), Malak (ottava), Amira (decima) e Aya  (quindicesima). Per tutti gli altri casi si può perfino dire che il richiamo alla tradizione italiana è tra le neonate straniere (ma nate in Italia) del 2017 pari o superiore a quello delle coetanee italiane,  sottolinea la Fondazione. Passando ai maschietti, si nota “sicuramente qualche elemento di maggior attaccamento a quelle che sono le radici familiari o quantomeno del territorio d’origine dei genitori. Fenomeno che, peraltro, riguarda anche i neonati maschi italiani, per i quali è sempre stato più frequente, rispetto alle femmine, il ricorso ai nomi dei nonni”, si legge nella nota.  Ai primi tre posti, tra gli stranieri, si collocano infatti Adam,  David e Youssef. In graduatoria si ritrovano altri due nomi storicamente diffusi anche tra gli italiani (ma con il troncamento dell’ultima vocale): Gabriel e Daniel. Gli unici nomi lunghi tra i neonati stranieri sono invece Leonardo e Alessandro, all’ottavo e al tredicesimo posto. Altre scelte di sapore fortemente italiano per i neonati stranieri sono Matteo (quinto posto tra gli stranieri e nono tra gli italiani), Luca e Mattia (dodicesimo e quindicesimo, tra gli stranieri), mentre più vicini alle tradizioni dei rispettivi Paesi d’origine sono soltanto Youssef, Rayan, Amir e Mohamed (al nono posto).  

Marina Militare: salvataggio a 75 chilometri dalla costa della Libia

10 Maggio 2019 - Roma - Ieri  36 migranti sono stati soccorsi a circa 75 chilometri dalla costa della Libia da una nave della Marina Militare italiana, l'unità combattente Cigala Fulgosi che fa parte dell'operazione Mare Sicuro. Si trattava di una piccola imbarcazione, con a bordo persone senza salvagente, in "imminente pericolo di vita" perché il natante "imbarcava acqua e quindi era in procinto di affondare", ha spiegato il ministero della Difesa in una nota. I migranti, tra cui 2 donne e 8 bambini, sono state trasbordate nella Cigala Fulgosi, dove il personale ha verificato le loro condizioni di salute e le identità.

Card. Krajewski in visita nei campi profughi di Lesbo

9 Maggio 2019 - Città del Vaticano – Da ieri e fino a domani una delegazione del Vaticano visiterà i campi profughi di Moria e Kara Tepe nell’isola di Lesbo, in Grecia. La delegazione è guidata dal Card. Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità, insieme a Mons. Sevastianos Rossolatos, Arcivescovo di Atene, Mons. Jean-Claude Hollerich, Arcivescovo di Lussemburgo e Presidente della Comece (gli episcopati dell’Unione europea), Tanja Zwack, responsabile della Commissione internazionale cattolica per le migrazioni (Icmc) ad Atene, rappresentanti di Caritas Hellas e della Comunità di Sant’Egidio. La visita fa seguito a quella di Papa Francesco a Lesbo il 16 aprile 2016, insieme al patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e H.B. Hieronymus II, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia. “Vuole esprimere la vicinanza del Papa e della Chiesa cattolica ai richiedenti asilo e ai rifugiati in Grecia e cercare di far rivivere sentimenti di solidarietà in Europa”, spiega una nota dell’Icmc. “Papa Francesco, così come il Patriarca Bartolomeo I e l’arcivescovo Hieronymus II – conclude la nota -, continuano a preoccuparsi della situazione dei migranti presenti a Lesbo. Papa Francesco è ben consapevole del grande lavoro svolto da Caritas Hellas e dalle organizzazioni caritative della Chiesa ortodossa a favore dei migranti”. La Comunità di Sant’Egidio si è occupata della logistica della missione, in collaborazione con la Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale. (Sir)

Migrantes Salerno: messaggio per il Ramadan

7 Maggio 2019 - Salerno - In occasione dell'inizio del Ramadan “auguriamo ai fratelli e le sorelle di fede islamica di vivere con Pace e Serenità questo periodo di preghiera, meditazione e digiuno, fiduciosi della immutata speranza di un cammino di Dialogo, Incontro e Impegno comune per la Pace e l'Armonia tra le persone ed i popoli contro ogni forma di discriminazione, guerra e terrorismo”. Così si legge in un messaggio ai musulmani da parte dell’Ufficio Migrante della diocesi di Salerno – Campagna – Acerno in occasione dell’inizio del mese del Ramadan.

La presenza dei migranti nelle Città metropolitane: on line i nuovi Rapporti

7 Maggio 2019 - Roma - Sono on line i nuovi Rapporti annuali sulla presenza dei migranti nelle città metropolitane, curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – DG immigrazione e politiche di integrazione con ANPAL Servizi. La terza edizione (dati al 1° gennaio 2018) presenta nove approfondimenti (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia) e una sintesi comparativa dedicata alle 14 città metropolitane d'Italia (incluse, quindi, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria). La distribuzione sul territorio nazionale dei 3.714.934 cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti mostra che le prime città metropolitane per numero di presenze sono Milano (quasi 445.000, il 12% del totale) e Roma (346.000, 9,3%). Seguono Torino, Firenze, Napoli e Bologna con percentuali comprese tra il 3,2% e il 2,3%. Le altre città metropolitane accolgono meno del 2% dei cittadini non comunitari titolari di un permesso di soggiorno valido. Milano risulta prima anche per incidenza, tra i residenti, dei cittadini non comunitari: su 100 persone iscritte in anagrafe, poco meno di 12 provengono da un Paese non UE. Seguono Firenze (9,9%), Bologna (8,5%) e Roma (7,4%). Rispetto ai processi di stabilizzazione delle presenze, la quota di lungo soggiornanti sul totale dei cittadini migranti regolarmente presenti è massima a Venezia (74,5%), Genova (65,2%) e Firenze (61,9%), mentre risulta minima a Catania (39,2%) e Cagliari (41,6%). Segnali di stabilizzazione si rilevano anche nelle altre città, con incrementi rilevanti (rispetto al 2017) della quota di lungo soggiornanti a Messina (+6,6%), Reggio Calabria (+5,7%) e Napoli (+5,3%). L'incidenza dei minori (segnale della presenza di nuclei familiari) è massima a Venezia, Milano e Bologna (rispettivamente 23,1%, 22,6% e 22,1%) e minima a Roma, Cagliari e Napoli (rispettivamente 16,4%, 16% e 14,1%). A Bologna e Venezia, inoltre, soggiorna per motivi familiari oltre la metà (rispettivamente 51,3% e 52,1%) dei titolari di un permesso soggetto a scadenza. Il lavoro risulta invece la motivazione di soggiorno prevalente a Napoli, Milano e Firenze (rispettivamente 52,1%, 43,5% e 42,9%). Il tasso di occupazione della popolazione non comunitaria va dal 56,7%, rilevato a Firenze, al 70,4% registrato a Milano; il tasso di disoccupazione risulta minimo a Milano (8,1%) e massimo a Bari (21,1%). Roma, Milano e Napoli ospitano il maggior numero di imprese individuali a titolarità non comunitaria (rispettivamente 37.361, 33.305 e 19.353); a Milano, Firenze e Roma si registra la maggior incidenza di cittadini non comunitari tra i titolari di imprese individuali (rispettivamente 25,6%, 21,5% e 20,2%).

Papa Francesco: in Bulgaria la visita ad un campo profughi

3 Maggio 2019 - Città del Vaticano -Inizierà domenica, 5 maggio, il 29.esimo viaggio apostolico di Papa Francesco in Bulgaria e nella Macedonia del Nord. Un viaggio durante il quale il pontefice non trascurerà certamente l’ attenzione alle realtà spesso dimenticate. Lunedì, infatti, visiterà, in forma privata, un campo profughi a Sofia, come si legge nel programma del viaggio  presentato questa mattina in Vaticano dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti. “Spero che l’incontro del Papa con i profughi possa incoraggiare un clima di accoglienza”, ha detto ai microfoni di Vatican News Vanya Klecherova, responsabile per la comunicazione di Caritas Bulgaria, e “spero che questo gesto del Santo Padre possa far capire a tutti che siamo uguali nelle vulnerabilità”. “Non ci sarà un discorso del Papa”,  ha detto Gisotti informando che il Papa incontrerà un centinaio di persone e riceverà dei disegni da parte dei bambini del campo.