Tag: Mobilità umana e migrazioni

Coldiretti: 2020 senza 2 stagionali su 3, servono voucher

27 Ottobre 2020 -

Roma - La pandemia con il blocco delle frontiere ha impedito l’arrivo in Italia di quasi 2 lavoratori stagionali su 3 (65,1%) da Paesi extra Ue con un impatto drammatico sulle attività agricole. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai Cittadini non comunitari in Italia nel primo semestre del 2020. Se si considera il livello regionale – sottolinea la Coldiretti - la percentuale sale addirittura fino al 90% in Emilia Romagna, che è la regione in cui era stato registrato il maggior numero di permessi per lavoro stagionale. La situazione – sottolinea la Coldiretti - non è migliorata nella seconda metà dell’anno per effetto del ritardo nell’emanazione del decreto flussi che ha dato il via libera all’ingresso di 18mila lavoratori stagionali extracomunitari solo a partire da metà ottobre. Una situazione che – continua la Coldiretti - ha avuto un impatto sulle attività di raccolta, dalla frutta alle olive fino alla vendemmia, in assenza di strumenti flessibili adeguati per affrontare l’emergenza. Il mancato arrivo di braccianti che non è stato infatti fino ad ora accompagnato – conclude la Coldiretti – da misure per favorire l’accesso al lavoro degli italiani come l’introduzione di voucher semplificati per consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

Istat: in calo i cittadini non comunitari

27 Ottobre 2020 - Roma - In Italia i cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno sono diminuiti del 3% circa (da 3.717.406 al 1° gennaio 2019 a 3.615.826 al 1° gennaio 2020). Lo rende noto l’Istat diffondendo il report “Cittadini non comunitari in Italia” per gli anni 2019-2020. Stando ai dati contenuti nel report, nel 2019 sono stati rilasciati 177.254 nuovi permessi di soggiorno, il 26,8% in meno rispetto al 2018. La contrazione ha interessato in maniera generalizzata i permessi richiesti per tutte le diverse motivazioni all’ingresso. Tuttavia, anche nel 2019, il calo maggiore ha interessato i permessi rilasciati per richiesta di asilo, passati da circa 51mila e 500 nel 2018 a 27.029 nel 2019 (-47,4%). Sono in calo anche i permessi per lavoro (-22,5%), cresciuti invece tra il 2017 e il 2018; i permessi per ricongiungimento familiare (-17,8%); i permessi per studio (-7,4%), caratterizzati da un’elevata quota di ingressi di giovanissimi (oltre il 56,5% ha meno di 25 anni) e di donne (57,9% dei flussi per studio). “La diffusione dell’epidemia da Covid-19 ha portato molti Paesi a chiudere le frontiere sia in entrata sia in uscita; questi provvedimenti hanno avuto conseguenze rilevanti sui flussi migratori verso il nostro Paese”, sottolinea l’Istat. “Nei primi sei mesi del 2019 – viene spiegato – erano stati rilasciati oltre 100mila nuovi permessi di soggiorno mentre nello stesso periodo del 2020 ne sono stati registrati meno di 43mila, con una diminuzione del 57,7%. I mesi che hanno fatto registrare la contrazione maggiore sono aprile e maggio (rispettivamente -93,4% e -86,7%), tuttavia già a gennaio e febbraio il calo dei nuovi ingressi ha sfiorato il 20% in entrambi i mesi, un dato in linea con la tendenza alla diminuzione avviatasi dal 2018”. Tutte le diverse motivazioni all’ingresso hanno risentito della chiusura delle frontiere e del rallentamento dell’attività amministrativa nelle prime fasi del lockdown, anche se con intensità diverse. La motivazione di ingresso più rilevante, quella per ricongiungimento familiare, ha visto una contrazione del 63,6% mentre i permessi per richiesta asilo sono diminuiti del 55,5%. In Italia gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel corso del 2019 sono stati 127.001; di questi 113.979 (89,7%) erano precedentemente cittadini non comunitari. Si registra un lieve incremento rispetto al 2018, quando i cittadini non comunitari divenuti italiani erano stati poco più di 103mila; è cresciuta più la componente maschile (+14,2%) rispetto a quella femminile (+6,7%). Stando ai dati diffusi dall’Istituto di statistica italiano, nel 2019, tra le prime dieci collettività per numero di acquisizioni, i maggiori incrementi rispetto al 2018 si evidenziano per macedoni (+42,4%), pakistani (+37,9%) ed ecuadoriani (+31,9%), mentre gli indiani mostrano un evidente calo sia in termini assoluti (-742) sia relativi (-13,7%). “Rispetto all’anno precedente – viene spiegato –, nel 2019 tornano a crescere le acquisizioni per residenza e quelle per elezione, ovvero dei diciottenni nati e residenti in Italia che decidono di diventare italiani (+28,3% e +15,1% rispettivamente); continuano ad aumentare i nuovi italiani che acquisiscono la cittadinanza per ius sanguinis, ovvero per discendenza da un avo italiano (+27,1%). Subiscono, invece, un forte decremento le acquisizioni per matrimonio (-29,8%)”. Dal punto di vista territoriale, quasi due nuovi italiani su tre risiedono in una Regione del Nord. Più uniforme appare invece la distribuzione geografica delle acquisizioni per discendenza, per le quali si registra una lieve prevalenza delle regioni del Sud, con il 29,3% del totale delle acquisizioni per ius sanguinis. “La distribuzione all’interno delle Regioni – rileva l’Istat – evidenzia una netta prevalenza delle acquisizioni per residenza in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Liguria, dove rappresentano più della metà dei procedimenti. In Molise, Basilicata e Calabria, invece, vi è una preponderanza dei nuovi italiani per discendenza, con quote che oscillano dal 53% al 49% circa del totale delle acquisizioni verificatesi in quelle regioni”.  

Card. Bassetti: dinanzi al fenomeno delle migrazioni, “si possano trovare soluzioni appropriate ed eque”

21 Ottobre 2020 - Roma – “Come Chiesa auspichiamo che, dinanzi al fenomeno complesso ed epocale delle migrazioni, si possano trovare soluzioni appropriate ed eque”. Lo ha detto nei giorni scorsi al quotidiano “la Stampa” il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Gualtiero Bassetti, risponde ad una domanda sul tema migratorio.  Per il porporato “è necessario avere un sistema di accoglienza integrato e diffuso, adeguato alle sfide che abbiamo davanti. In questo senso le ultime modifiche normative stanno portando una discontinuità con il recente passato. È una prima risposta buona alle situazioni di crisi registrate nel tempo. Quello che serve è carità e responsabilità verso tutti: nei confronti delle persone che migrano e verso le popolazioni che accolgono”.  

Cavalieri al merito: tra questi anche tre giovani stranieri

20 Ottobre 2020 -

Roma -

Questa mattina si svolta al Quirinale la consegna delle OMRI - Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Una cerimonia speciale dedicata a quelle persone che con il loro operato o attraverso azioni particolari si sono distinte durante l’emergenza da Covid-19, così come annunciato lo scorso 2 giugno a Codogno “Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si legge nella nota della Cerimonia di Consegna - ha voluto insignire dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali”. Ad essere ospitati nel salone del Quirinale ci sono stati uomini e donne che operano nel settore sanitario, nelle forze dell'Ordine, volontari, operatori del commercio, un tassista, una preside. Tutti in qualche modo in prima linea a fronteggiare l'epidemia. Tra i 56 nomi risultano anche alcuni cittadini stranieri come Mahmoud Lutfi Ghuniem, in Italia dal 2012, che fa il rider, che ha regalato alla Croce Rossa di Torino uno stock di mille mascherine acquistate di tasca sua nei primi giorni dell'emergenza. Yvette Batantu Yanzege, originaria del Congo, che assieme al suo collega Marco Buono della Croce Rossa di Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze. E poi  Mata Maxime Esuite Mband, giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma. Mahmoud Lutfi Ghuniem in alcune interviste spiegò come quel gesto fosse un modo per sdebitarsi di quanto ha fatto l'Italia per lui.  Ora il nuovo cavaliere che “si è particolarmente distinto, in questi mesi, nell'aiutare la comunità nella fase dell'emergenza", vuole tornare a fare il suo mestiere, quello di infermiere.

La Costituzione ad alta voce: letture fra rifugiati

20 Ottobre 2020 -

Bologna - Lettura ad alta voce, letture condivise. Questo lo scopo del gruppo di lavoro che ormai da tre anni si riunisce settimanalmente a Bologna. Rifugiati e migranti si confrontano con testi italiani per favorire l’apprendimento della lingua e costruire nuove relazioni.

Il laboratorio di lettura è a cura dell’Associazione Refugees Welcome Bologna e a guidarlo è la volontaria Anna Compagnoni che “crede fortemente nella lettura come strumento di crescita, ma anche di accoglienza e integrazione”. Il laboratorio, interrotto a causa dell’emergenza sanitaria, ha ripreso a funzionare settimanalmente questo ottobre, nella biblioteca bolognese “Tassinari Clò” a Villa Spada, il sabato mattina.

Il libro su cui i ragazzi hanno scelto di lavorare quest’anno è “Sei stato tu? La Costituzione attraverso le domande dei bambini”, un testo per ragazzi sulla Costituzione italiana, molto semplificato e discorsivo. Anna Compagnoni ha spiegato il funzionamento del laboratorio a Redattore sociale “Ognuno legge un passo del libro mentre gli altri ascoltano, e a volte si apre un dibattito. I ragazzi vogliono capire il funzionamento dello stato che li sta ospitando, le similitudini e le differenze con i loro paesi, ma anche le contraddizioni fra ciò che dovrebbe essere e ciò che in realtà spesso si trovano a vivere anche personalmente: il diritto all’accoglienza, la parità di diritti e di doveri, il diritto al lavoro e a una vita degna, il rispetto per le differenze di sesso, provenienza e religione, i diritti e i doveri dello stato nei confronti dei propri cittadini […]”. 

La lettura ad alta voce è uno strumento utilissimo perché facilita lo sviluppo delle abilità relazionali, aiuta nella costruzione di un proprio bagaglio di conoscenze e favorisce lo sviluppo del pensiero critico. Competenze quanto mai utili per tutti e ancora più utili per chi affronta la sfida di costruirsi una nuova vita in un paese straniero.

 

Fides: le statistiche della Chiesa cattolica 2020

16 Ottobre 2020 - Città del Vaticano - In occasione della 94.ma Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà domenica 18 ottobre, l’Agenzia Fides presenta alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa nel mondo. Le tavole sono tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2018) e riguardano i membri della Chiesa, le strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Vengono quindi indicate le variazioni, aumento o diminuzione, rispetto all’anno precedente. Infine viene riportato il quadro delle circoscrizioni ecclesiastiche affidate alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Al 31 dicembre 2018 la popolazione mondiale era di 7.496.394.000 persone, con un aumento di 88.020.000 unità rispetto all’anno precedente, registrato in tutti i continenti. Alla stessa data del 31 dicembre 2018, il numero dei cattolici era pari a 1.328.993.000 persone, con un aumento complessivo di 15.716.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti. La percentuale mondiale dei cattolici è rimasta invariata, al 17,73%. Il numero totale dei Vescovi nel mondo è diminuito di 12 unità, raggiungendo quota 5.377. Aumentano i Vescovi diocesani (+6) e diminuiscono i Vescovi religiosi (-18). Il numero totale dei sacerdoti nel mondo è diminuito anche quest’anno, raggiungendo quota 414.065 (-517). A segnare una diminuzione consistente ancora una volta è l’Europa (-2.675) cui si aggiunge l’America (-104). Gli aumenti si registrano in Africa (+1.391), Asia (+823) e Oceania (+48). I religiosi non sacerdoti sono diminuiti per il sesto anno consecutivo, di 594 unità, arrivando al numero di 50.941. Le diminuzioni si registrano in Europa (-591), America (-290) e Oceania (-17). Aumenti in Africa (+217) e Asia (+87). Si conferma anche la tendenza alla diminuzione globale delle religiose, di 7.249 unità, come l’anno precedente. Sono complessivamente 641.661. Gli aumenti sono, ancora una volta, in Africa (+2.220) e in Asia (+1.218), le diminuzioni in Europa (-7.167), America (-3.253) e Oceania (–267). Il numero dei Missionari laici nel mondo è pari a 376.188, con un aumento globale di 20.388 unità, così ripartito: Europa (+128), America (+8.129), Asia (+12.433), diminuiscono in Oceania (-12) e in Africa (-290). I Catechisti nel mondo sono diminuiti complessivamente di 43.697 unità, raggiungendo quota 3.076.624. Le diminuzioni si sono registrate in America (-40.846), Europa (-9.418), Oceania (-321), gli aumenti in Africa (+5.133) e in Asia (+1.755). I seminaristi maggiori, diocesani e religiosi, quest’anno sono aumentati, globalmente di 552 unità, e hanno così raggiunto il numero di 115.880. Gli aumenti si registrano in Africa (+964), in Asia (+354) e in Oceania (+52). Diminuiscono in Europa (-696) e in America (-122). Il numero totale dei seminaristi minori, diocesani e religiosi, per il terzo anno è diminuito, quest’anno di 617 unità, raggiungendo il numero di 100.164. Sono diminuiti in tutti i continenti ad eccezione dell’Asia (+340): in America (-529), Africa (-226), Europa (-169) e in Oceania (-33). Nel campo dell’istruzione e dell’educazione, la Chiesa gestisce nel mondo 73.164 scuole materne; 103.146 scuole primarie; 49.541 istituti secondari. Inoltre segue 2.251.600 alunni delle scuole superiori e 3.707.559 studenti universitari. Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa comprendono: 5.192 ospedali; 15.481 dispensari; 577 lebbrosari; 15.423 case per anziani, malati cronici ed handicappati; 9.295 orfanotrofi; 10.747 giardini d’infanzia; 12.515 consultori matrimoniali; 3.225 centri di educazione o rieducazione sociale e 31.091 istituzioni di altro tipo. Le Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Cep) sono complessivamente 1.119. La maggior parte delle circoscrizioni ecclesiastiche affidate a Propaganda Fide si trova in Africa (516) e in Asia (484). Seguono America (73) ed Oceania (46).  

Migrantes Marche : domenica scorsa il giubileo dei migranti a Loreto

16 Ottobre 2020 - Loreto - Domenica 11 ottobre, a Loreto. Il virus spaventa, la pioggia disturba, la gente in una giornata grigia arriva timidamente, poco alla volta... É il «giubileo dei migranti». Tutto sembra scoraggiare... Il pullman dalla Romagna carico di badanti rumene, all’ultimo istante, non verrà! Quando, come d'improvviso, l’enorme gruppo di nigeriani da Jesi accende l'entusiasmo. Donne, uomini, bambini dalla pelle nera e dagli abiti coloratissimi, gente che si sente ormai marchigiana di adozione. Così, con le loro musiche e ritmi fanno vibrare di emozione le austere pareti della basilica della Santa Casa di Loreto. Trascinano come in un vortice altri - migranti e italiani presenti - in un crescendo di energie e sonorità. É il miracolo dell’Africa. Kika, dalla voce potente e calda, gli uomini dai tamburi e strumenti a percussione più disparati, i bambini africani con un festoso agitare di bandiere di ogni nazione. Quasi fosse il loro futuro in questa terra. Multicolore. Sì, il nostro domani… Un giovane cappuccino del Benin, Janvier, animatore della giornata, ringrazia commosso. « Mi avete fatto ritrovare i ritmi della mia terra !» esclama, tra sorpresa e emozione. È lui che spiega la Bibbia come un continuo narrare di migrazioni infinite: da Abramo ai patriarchi, dai profeti fino all’Egitto di Giuseppe, di Maria e Gesù. Costretti a fuggire. Come milioni di uomini d’oggi. Tragedie che nella storia non terminano mai e si tingono insieme di speranza e di disperazione… Segue, poi, « la danza del pane ». Un grande, enorme pane con una bella croce sopra, fragrante e dorato, vola con eleganza sopra le teste trasportato da Hillary, giovane nigeriana, danzando e ondulando nell’aria, dolcemente, come un bambino appena nato. Il pane, si sa, va sempre spezzato. Come la vita di un emigrante, che dovrà spezzare affetti, relazioni, abitudini, lingua e tradizioni sue. Per nutrire altri e la terra dove vivrà. Dura, grande lezione, questa: imparare a spezzare la vita come il pane. « Quel pane siamo noi ! » sembrano dire centinaia di occhi sospesi a questa magica danza, accompagnata da una commossa corale africana. Stefano, della « Fondazione Papa Giovanni XXIII » di don Oreste Benzi, presenta, poi, il progetto di liberazione di una donna, presa nella tratta. Sono tutte immigrate e sfruttate per il mercato avvilente del sesso. Ogni emigrante mette oggi un solo euro nei contenitori di raccolta, come « l'obolo della vedova ». Il raccolto è eccezionale, più di 500 euro. Sì, giubileo è liberare gli oppressi. È dare libertà a chi ha una vita misera e maledetta. La Messa giubilare è celebrata dall’arcivescovo di Loreto Mons. Fabio Dal Cin. Nell'omelia ricorda che nella Chiesa si è tutti fratelli, non appartenenti a nessuna etnia o nazione e che i migranti non sono numeri, cifre o statistiche. Sono persone. Non insidiano le nostre sicurezze. Ma fuggono da guerra, miseria, assenza di futuro. Cercano una vita migliore, meno indegna da vivere. Con tutte le forze dell’anima cercano fratellanza. All'uscita, dei pellegrini italiani presenti alla celebrazione giubilare si lasciano sfuggire : «La messa africana ? Fantastica !» Bernard, rappresentante dei Nigeriani, visibilmente felice, vi dirà «Ma, oggi, più felice di tutti è Dio ! » Aggiungendo, con i suoi neri occhi ridenti: « E Maria, che siamo venuti a trovare proprio a casa sua!" Don Alberto BALDUCCI Direttore Migrantes -  Jesi  

Patto educativo globale: oggi l’apertura con il videomessaggio del Papa

15 Ottobre 2020 -

Roma - Sarà un videomessaggio del Papa ad aprire i lavori del convegno sul “Global Compact on Education” (patto globale per l’educazione) che si svolgerà dalle 14.30 di oggi in diretta streaming sul portale di Vatican News (e sui canali di YouTube) dall’Università Lateranense di Roma, che ospita l’evento. Un “patto globale” per l’educazione lanciato più di un anno fa. La pandemia ha condizionato i programmi, che passano oggi da questa nuova tappa di un cammino destinato a continuare. Sarà trasmesso anche un videomessaggio della direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay, mentre alla Lateranense saranno presenti i vertici della Congregazione per l’educazione cattolica, il prefetto, Card. Giuseppe Versaldi e il Segretario Mons. Vincenzo Zani. Previsti anche gli interventi dei rettori Vincenzo Buonomo (Lateranense) e Franco Anelli (Università Cattolica che ritrasmetterà l’evento sui propri profili social).

“Rilanciare i contenuti che il Papa ha esplicitato in diverse occasioni a partire dal suo messaggio del 12 settembre 2019, quando ha parlato per la prima volta del patto globale per l’educazione”, dice Mons. Zani alla Radio Vaticana: “l’obiettivo del Papa – sottolinea Zani – mi pare proprio quello di invitare tutti ad avere un passo comune sul fronte educativo. Ognuno segue direzioni diverse e assistiamo a quella che potremo definire quasi una catastrofe educativa”. Certo lo scenario attuale è molto diverso da quello di un anno fa, ma, ribadisce l’arcivescovo, ci ricorda sempre di più che “il futuro è nelle mani dell’educazione, perché l’educazione è il segno della speranza. Educare significa investire tutte le energie possibili per aiutare le persone a guardare avanti”. Un cammino che in questi mesi ha visto la Congregazione promuovere una quindicina tra convegni e congressi che hanno approfondito i vari temi per toccare le diverse sfaccettature il patto educativo.

Comunicare per formare

14 Ottobre 2020 - Roma - C’è un aspetto della comunicazione che molto spesso passa in secondo piano o non viene tenuto in debita attenzione. Invece l’attualità di tutti i giorni ci inchioda con le spalle al muro rispetto alle nostre responsabilità. Mi riferisco alla formazione. Comunicare è anche formare… le coscienze, le esperienze, le generazioni, le menti… Insomma, l’integralità della persona. L’iniziativa di papa Francesco “Global Compact on Education” con l’evento di giovedì 15 ottobre (info: www.educationglobalcompact.org) pone l’accento proprio su questo punto, evidenziando un’esigenza ancora più urgente in questo tempo segnato dalla pandemia. Generare un cambiamento è possibile, stringere alleanze per un patto educativo è fondamentale, comunicare per formare è un impegno. È in gioco il futuro dei nostri ragazzi. Vincenzo Corrado

Guatemala: bloccata la carovana dei migranti, circa 900 già rimpatriati in Honduras.

6 Ottobre 2020 - Roma - L’Istituto nazionale per le migrazioni dell’Honduras riferisce che già oltre 900 migranti che costituivano la carovana partita la scorsa settimana da San Pedro Sula sono stati rimpatriati dalle autorità del confinante Guatemala. Tra i rimpatriati ci sono circa 600 adulti e 300 minori. Da sabato sera circa 10 camion e autobus con migranti sono arrivati al terminal di San Pedro Sula, nel nord dell’Honduras, e sono rimasti sul posto perché non hanno soldi per tornare a casa. Spiega al Sir padre Juan Luis Carbajal, direttore dell’ufficio della Conferenza Episcopale Guatemalteca per la Mobilità umana: “Mi trovo nel dipartimento di Izabal, esattamente lungo l’itinerario dei migranti, con loro. La risposta del Governo è stata di blocco, detenzione e rimpatrio, molti migranti sono stati riportati alla frontiera, altri sono stati arrestati e sono state commesse molte violazioni di diritti umani. Le case del migrante e le parrocchie di frontiera continuano a distribuire alimenti, acqua, kit di igiene e a curare le ferite ai piedi. Io stesso sto portando mascherine, alcol, disinfettante, per distribuirlo nei vari punti di assistenza”. Altri autobus sarebbero in arrivo a San Pedro Sula. Secondo quanto ha raccontato un migrante all’honduregna Radio Progreso, molti migranti sarebbero stati bloccati con la motivazione di fare il test rapido per il Covid-19, con la promessa che avrebbero poi potuto proseguire nel proprio cammino. Invece, sarebbero poi stati fatti salire sugli autobus e riportati in Honduras. La carovana ha tentato di attraversare il Guatemala per la rotta orientale, entrando nel dipartimento di Izabal attraverso la frontiera di Los Ríos, con l’intenzione di attraversare il dipartimento settentrionale del Petén, che si incunea dentro i confini messicani.