Tag: Mobilità umana e migrazioni

Il Coronavirus raccontato dai giornali Fisc: un’informazione completa che dà voce alla speranza

3 Marzo 2020 - Roma - Sono giorni particolari quelli che si stanno vivendo nelle redazioni dei settimanali e periodici aderenti alla Fisc, specie in quelle che hanno come riferimento territori coinvolti in modo particolare nella diffusione del Coronavirus. Basta però scorrere le edizioni cartacee dei numeri appena pubblicati o quelle online aggiornate quotidianamente per rendersi conto di come, anche in questi momenti, sia emerso il ruolo che la stampa di ispirazione cattolica è chiamata a svolgere: essere al servizio delle proprie comunità attraverso un’informazione completa che sappia dare voce, sempre e comunque, alla Speranza. Con le messe sospese in tante diocesi italiane, con le attività ecclesiali ma anche civili ridotte al minimo, può sembrare quasi una missione impossibile dinanzi agli scenari catastrofici ormai da una settimana parte del mondo mass mediale italiano sta tratteggiando. Eppure quello che emerge dall'impegno dei giornalisti e dei collaboratori delle testate della Fisc (ma la stessa cosa sta avvenendo per Tv2000, per Avvenire, nelle radio del circuito InBlu o nelle televisioni del Corallo) è ancora una volta un giornalismo davvero di “prossimità” capace di raccontare, giorno per giorno, un Paese che si è trovato a vivere una situazione inaspettata. Lo fa cercando di comprendere quello che sta avvenendo, quali possono essere gli atteggiamenti più utili da tenere per evitare la diffusione del virus e quali potranno essere gli scenari futuri; lo fa dando la parola agli esperti od offrendo la testimonianza di chi si è trovato coinvolto in prima persona, evidenziando come anche in questa occasione solidarietà ed altruismo siano possibili e possano contrastare l’egoismo che una paura incontrollata alimentata dalla psicosi collettiva porta inevitabilmente con sé; lo fa con un'opera di informazione e formazione per una seria prevenzione non scadente nell’inutile allarmismo. È il tentativo, in un momento di smarrimento come l’attuale, di offrire un riferimento univoco per un’opinione pubblica impegnata ad orientarsi fra fake news, messaggi “ufficiali” spesso discordanti e una politica incapace in troppi casi di andare oltre il proprio limitato interesse elettorale. Le pagine delle testate Fisc - anche in questa settimana così particolare - non sono rimaste vuote: è anche questo un piccolo segnale della Speranza cui siamo chiamati, da credenti, ogni giorno a rispondere. ( Mauro Ungaro, Presidente della Fisc)   

Ragusa: incontri per riflettere su Africa e migrazioni

3 Marzo 2020 -

Comiso - "L'Africa  un continente da conoscere". E' il tema di alcuni incontri promossi in Sicilia in questi giorni con il missionario comboniano padre Daniele Moschetti. Il primo ieri nel salone parrocchiale di San Giuseppe Artigiano a Ragusa e oggi nella chiesa di Santa Maria delle Stelle a Comiso. 

L’iniziativa è promossa da Migrantes, Caritas, Centro missionario diocesano, ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, Consulta delle aggregazioni laicali della diocesi di Ragusa  che hanno avviato un  cammino di pastorale integrata, sia a livello regionale che diocesano, su tematiche comuni. Padre Moschetti guiderà giovani e adulti a riflettere sulla migrazione, partendo dalla conoscenza dei paesi di origine portando anche la sua esperienza di 11 anni vissuti con i baraccati di Kibera e Korogocho, nella periferia di Nairobi (Kenya); in seguito un anno sabbatico in Palestina e poi in missione in Sud Sudan, il più giovane paese africano, martoriato da una lunga guerra civile, dove è rimasto 7 anni, anche come superiore provinciale dei comboniani. Dal luglio 2017 si è trasferito negli Usa dove ha svolto un ministero di Giustizia, Pace e Riconciliazione presso l’Onu e il Parlamento americano. Da un anno vive a Castel Volturno, in provincia di Caserta, nella terra dei fuochi, impegnandosi nella tutela e nella promozione dei diritti degli immigrati e nell'accoglienza di persone in difficoltà, nel tentativo di superare il degrado ambientale, umano e sociale di quelle terre. A livello regionale, gli uffici Migrantes, Caritas, Missionario ed Ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Siciliana  stanno organizzando anche una marcia che si terrà sabato 25 aprile a Siracusa, sul tema “In cammino per essere strumenti di pace”. "Questa marcia – spiegano don Rosario Cavallo, Domenico Leggio, don Santo Vitale, don Salvatore Converso, Vittorio e Rina Schininà – vuole portarci fuori dalle nostre parrocchie, in quanto battezzati e inviati, per essere una chiesa in uscita che accoglie tutti i popoli della terra, che dialoga con tutti, che annuncia il Regno di Dio, che si fa carico del creato e preferisce gli ultimi". (Raffaele Iaria)

Lecce: il 6 marzo la presentazione de I nuovi salentini

2 Marzo 2020 - Lecce - Venerdì 6 marzo alle ore 18.30 il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce ospiterà la presentazione del volume “I nuovi salentini. Storie di chi è arrivato nel Tacco d’Italia”, il nuovo libro della giornalista Giorgia Salicandro edito da Tau Editrice nella collana Testimonianze e esperienze delle migrazioni a cura della Fondazione Migrantes. Lontano dalle narrazioni aberranti di un’Italia flagellata da presunte emergenze e “invasioni”, emancipato da un’immagine bidimensionale di mera meta vacanziera, il Salento raccontato in queste pagine attraverso più di cinquanta storie è una comune provincia italiana, in cui salentini di nascita e d’adozione si affiancano senza alcun clamore nel loro vivere quotidiano, si legge in una nota. La prefazione del libro è firmata da Leonardo Palmisano, analista sociale e scrittore, autore di numerose inchieste sui lavoratori migranti in Italia e la postfazione da Igiaba Scego, scrittrice “di origini somale, italiana per vocazione” come lei stessa ama definirsi. Dopo Torno quando voglio. Storie di salentini all’estero, oggi (2016) Giorgia Salicandro torna ad approfondire le storie di chi si mette in viaggio, questa volta dalla prospettiva, uguale e contraria, di coloro che arrivano da fuori. Saranno loro stessi, venerdì 6 marzo, i protagonisti della presentazione pensato come una “Festa de I nuovi salentini”, un’occasione di incontro che riunisce chef e artisti, commercianti e docenti, ex studenti Erasmus e tanti altri che hanno trovato nel Salento una nuova casa per necessità o per scelta. Dopo i saluti dell’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone e l’intervento introduttivo del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, dialogherà con l’autrice il direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce Luigi De Luca. Quindi spazio alle voci del libro con gli interventi di alcuni tra i protagonisti: l'imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, Sarah Scott, portavoce del gruppo "Salento interculturale", Florence Torres, promotrice del fair trade, Somieh Murigu, musicista.  

Mediterraneo: oggi la presentazione del “Rapporto sulle economie 2019”

2 Marzo 2020 - Napoli - L’ambiente e le sue interrelazioni con le dinamiche economiche e sociali nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i cambiamenti climatici e il loro impatto sui territori, i costi in termini di mortalità, morbilità e qualità della vita dell’inquinamento ambientale sono i temi al centro del “Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2019” (REM19) curato dall’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed), che sarà presentato oggi a Napoli. All’evento, che si svolgerà nell’ambito della giornata di studi su “Clima, economia e ambiente”, prenderanno parte il Ministro dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, il Segretario generale dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo Sergio Piazzi, il Direttore del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale del Cnr Gilberto Corbellini e il Direttore del Dipartimento di scienze e tecnologie dell’Università Parthenope di Napoli Giorgio Budillon. Il Rapporto parte dai risultati del convegno “Mutamenti climatici, crisi socio-economiche e (in)sicurezza alimentare: un Mediterraneo in transizione”, organizzato dall’Istituto di studi sul Mediterraneo (Cnr-Ismed) in memoria di Eugenia Ferragina, ricercatrice e curatrice del Rapporto per diversi anni.  

Ecri: “crescono razzismo e intolleranza che favoriscono odio e violenza”

28 Febbraio 2020 - Strasburgo - “L’Europa si trova di fronte a una terribile realtà: i reati generati dall’odio antisemita e anti-musulmano, nonché altre forme di odio razziale si moltiplicano a un ritmo allarmante. L’esempio più recente è dato dalla sparatoria ad Hanau, in Germania, dove 9 persone sono state uccise e molte altre ferite da un estremista. Tali atti efferati sono spesso suscitati da parole velenose e da teorie complottiste diffuse sui social media e su internet”: la segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, commenta il rapporto annuale Ecri (organismo di esperti indipendenti del CdE preposto alla lotta contro il razzismo e l’intolleranza) che lancia un allarme sui discorsi di odio e le loro ricadute nella vita di ogni giorno. “Crescente influenza delle politiche ultra-nazionaliste e xenofobe in Europa, incitamento all’odio in rete, antisemitismo e islamofobia dilaganti, ambiente sempre più ostile per le Ong che lavorano con gruppi vulnerabili: sono queste le tendenze allarmanti – si legge in una nota che accompagna il rapporto – e le nuove sfide legate all’intelligenza artificiale delineate dall’Ecri”. Pejčinović Burić, a margine della presentazione del rapporto, avvenuta ieri, ha dichiarato: “dobbiamo porre fine alla diffusione della retorica nociva da parte di estremisti razzisti che colpisce le fondamenta stesse delle nostre democrazie. I nostri Stati membri devono lavorare insieme contro la crescente minaccia proveniente dai movimenti di destra, anche attraverso la cooperazione con l’Ecri”. Nel rapporto si legge fra l’altro: “i discorsi di odio online, che sarebbero stati inaccettabili in passato, sono ormai un fatto quotidiano e il dibattito democratico viene minato da opinioni polarizzate”. Discorsi d’odio di cui fanno le spese le donne, le comunità religiose, cristiani compresi, le minoranze (rom). Una sottolineatura particolare riguarda la comunità Lgbti. Il documento aggiunge: “non solo i partiti ultra-nazionalisti e xenofobi si sono aggiudicati seggi alle elezioni europee in diversi Paesi, ma i partiti tradizionali hanno adottato politiche restrittive. Il razzismo e l’intolleranza favoriscono l’odio e la violenza e rappresentano un rischio per tutti noi”.

Covid-19: restare uniti, tirare tutti dalla stessa parte. Il Coronavirus non divida l’Italia

28 Febbraio 2020 - Roma - Si moltiplicano in queste ore le analisi e le riflessioni sulla situazione creatasi con la diffusione anche in Italia del coronavirus Covid-19. Gli effetti dell’epidemia sono certamente problematici, tragici nelle loro conseguenze mortali, pesanti sul piano sanitario e sociale. La paura, in molti casi, ha preso il sopravvento, sperimentata nell’assalto ai supermarket e, soprattutto, nella diffidenza che si registra nei rapporti interpersonali: uno starnuto in pubblico rimanda subito agli “untori” della peste manzoniana, comprese nuove “colonne infami”. E già si intravvedono altre conseguenze, fra cui quelle economiche: gli appelli a “riaprire Milano” sintetizzano questo aspetto non secondario del coronavirus. Altrettanto preoccupanti, e sgradevoli, appaiono i “cordoni sanitari” che all’estero si registrano nei confronti degli italiani: giustificati in qualche caso, ma per lo più assolutamente irrazionali. In questo quadro, occorre riconoscere che, ancora una volta, l’Italia e gli italiani non hanno dato il meglio di sé. Anziché far proprio lo “stringiamoci a coorte”, l’impegno concreto a restare uniti che si canta con l’Inno nazionale, sono emersi in pochi giorni atteggiamenti che fanno pensare a un Paese diviso: diviso da vecchi e nuovi campanilismi, dall’improvvisarsi esperti in materia sanitaria, dal fidarsi di tutto ciò che i social rilanciano anche quando si tratta di evidenti sciocchezze messe in circolo – in maniera cosciente o meno – da chi non ne sa nulla. E se persino la medicina ha inviato talvolta all’opinione pubblica messaggi discordanti (dal minimizzare al drammatizzare), il peggio è forse giunto dalla politica, con contrasti fra i diversi piani di governo (locale, regionale, nazionale) che ha fornito l’impressione che qualcuno stesse pensando alle prossime elezioni piuttosto che a mettere al sicuro la salute dei propri cittadini e il bene delle comunità amministrate. Dovrebbe essere chiaro, in tale delicatissima fase, che bisogna tirare tutti dalla stessa parte; che occorre rispettare decreti, regole e ordinanze, con una scala di responsabilità e di autorità che va dal governo centrale ai territori, perché il problema è nazionale, non locale. Appare doveroso fidarsi della scienza e degli esperti riconosciuti evitando la psicosi collettiva spesso innescata da un’informazione superficiale e incontrollata. Per l’Italia è il tempo di mostrare unità d’intenti, condivisione di obiettivi, fattiva solidarietà verso chi sta pagando il prezzo più alto del Covid-19; quella stessa solidarietà che ha caratterizzato la Penisola in mille altre occasioni emergenziali: dai terremoti alle più diverse catastrofi naturali, dal terrorismo alle imprevedibili (ma non sempre incolpevoli) disgrazie collettive. Unità sul piano politico, perché il cittadino possa sentirsi rassicurato da governanti capaci di rispondere con responsabilità alla diffusione del virus e alle sue conseguenze a breve e lungo termine. Per questo appare doveroso respingere ogni sciacallaggio politico perché rischia di lacerare ulteriormente un Paese già di per sé fragile e impaurito. Gli italiani dovranno pure rimboccarsi le maniche, sostenuti da eventuali aiuti economici statali, per contenere al massimo le ricadute sul Pil, ovvero sulle imprese, la produttività, il lavoro, i redditi familiari…È inoltre auspicabile che le realtà e le voci credibili e autorevoli del Paese contribuiscano a instillare fiducia, senso di comunità, volontà di riscatto: quanto ad esempio stanno facendo – con senso di responsabilità – parrocchie e diocesi è veramente emblematico. Non si dovrà neppure rinunciare a quel sano, sottile umorismo sdrammatizzante che, sin dalle prime notizie dell’epidemia, si è messo spontaneamente in circolo nel Belpaese: non si può ridere sguaiatamente di una tragedia collettiva, ma è possibile – con piglio tutto italiano – aiutare a pensare tramite una battuta, un sorriso, una strizzata d’occhio. La paura – italianamente – si vince anche così. (Gianni Borsa – Sir)​    

“Parole non pietre”: da oggi tre incontri per contrastare i muri dell’odio e le parole di razzismo

28 Febbraio 2020 - Roma – “Parole non pietre”. Questo il patto che sarà siglato questa mattina nella sede della rivista La Civiltà Cattolica fra i rappresentanti di diverse confessioni religiose e i rappresentanti della categoria dei giornalisti. Insieme con Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, Segretario generale e Presidente della Fnsi, Guido D’Ubaldo, segretario del Cnog, e Roberto Natale, coordinatore Comitato scientifico di Articolo21, hanno confermato la loro partecipazione: padre Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica; Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero delle Comunicazioni della Santa Sede; Muhammad Abd al-Salam, Segretario dell’Alto Comitato per l’attuazione documento sulla fratellanza; Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma; Alessandra Trotta, moderatora della Chiesa Valdese; Rev. Elena Seishin Viviani e Giovanna Giorgetti, Vice Presidenti Unione Buddhista d’Italia; Svamini Shuddhananda Giri, rappresentante per il Dialogo Interreligioso Unione Induista italiana; Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia. All’incontro saranno presenti anche la Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria, Andrea Martella. I partecipanti firmeranno un impegno a contrastare i muri dell’odio e le parole del razzismo. Sarà consegnato loro un disegno offerto da Mauro Biani. Nel pomeriggio, alle 15.30, nella sede della Fnsi si terrà un incontro con le famiglie che hanno saputo trasformare il dolore in azioni di solidarietà. Domani, sabato 29 febbraio la manifestazione proseguirà, sempre nella sede della Fnsi, a partire dalle 9.30, con testimonianze e interventi dei giornalisti minacciati e delle associazioni che ogni giorno contrastano i muri dell’odio e del razzismo. Sarà anche consegnato un riconoscimento al regista Giuliano Montaldo, per i suoi 90 anni, e al giornalista Vincenzo Mollica. Domenica 1 marzo, alle 10, infine, si terrà al Portico d’Ottavia l’inaugurazione della “Panchina della Memoria” dedicata a giornalisti e tipografi ebrei romani vittime della deportazione.  

Usa: facciata museo rivestita da giubbotti salvavita

27 Febbraio 2020 - Roma - Le colonne neoclassiche che abbelliscono la facciata del Minneapolis Institute of Art non mostrano più il bianco della pietra, ma sono arancioni, nere e blu: l'artista cinese Ai Weiwei le ha infatti completamente foderate dei giubbotti salvavita usati da chi tenta di emigrare via mare, con mezzi di fortuna. “Safe Passage” (“Passaggio sicuro”, in italiano) sbarca – scrive l’agenzia Dire - così negli Stati Uniti, dopo le tappe europee. Stavolta l'installazione è però parte di una mostra più ampia dal titolo “Quando la tua terra non ti permette di restare: arte e migrazione”. Noto per il suo attivismo per i diritti umani, Ai Weiwei riporta all'attenzione un tema di attualità: quello delle migliaia di migranti in fuga da fame, guerre e persecuzioni che tentano di raggiungere l'Europa via mare anche a costo della vita. Parte del progetto le decine di giubbotti di salvataggio donati dalle autorità di Lesbo, isola greca che assieme a varie altre del Mar Egeo accoglie i migranti. I trafficanti non si fanno scrupolo di far salire le famiglie su gommoni usurati o vecchi barchini, col risultato che spesso nei naufragi le persone perdono la vita. Da più parti sono mosse accuse contro i governi e le istituzioni europee di non stare facendo abbastanza per evitare i naufragi, a fronte del calo negli ultimi anni delle richieste d'asilo accolte dagli Stati. Ai Weiwei rilancia l'appello per la creazione di canali di viaggio legali sicuri per i rifugiati, tornando a impiegare l'arte come mezzo di comunicazione, e lo fa in uno Stato particolare degli Stati Uniti: il Minnesota, come ricordano le fonti locali, è il primo per numero di rifugiati accolti tra i 50 del Paese.

Tv2000: Mosè e migranti protagonisti di “Beati voi – La Genesi”

25 Febbraio 2020 -

Roma - Ultimo appuntamento con ‘Beati Voi - La Genesi’, l’inedito confronto tra i grandi personaggi del primo libro della Bibbia e le sfide di oggi. Dopo Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè, Abramo, Giacobbe, Giuseppe, nella puntata conclusiva del programma protagonista la storia di Mosè e le migrazioni. In onda su Tv2000, domani, mercoledì 26 febbraio ore 21.05. 

Tra gli ospiti Riccardo Vitanza, di origine eritrea fuggito con la famiglia nel 1976 dal Paese in guerra, arrivato da profugo in Italia dove, dopo anni di povertà, comincia a lavorare come copy writer in una piccola agenzia di pubblicità e oggi è titolare di un’agenzia di comunicazione tra le più importanti nel mondo della musica italiana; Sherol Dos Santos, italiana di origine capoverdiana, nata e cresciuta nel quartiere di San Basilio a Roma, si è fatta conoscere dal grande pubblico con l’ultima edizione di X Factor; Andrea Rossi che da 22 anni vive nel GAD di Ferrara (Giardino Arianuova Doro) il quartiere, città-giardino, legato a un senso di bellezza, di armonia, ma che negli ultimi anni è caduto nel degrado a causa una mala gestione dell’immigrazione; Mohamed Ba, attore, scrittore, musicista, educatore, di origini senegalesi che gira per il mondo con i suoi progetti “per costruire relazioni di umanità tra gli uomini”; Nunzio Marcelli che dopo la laurea in Economia torna ad Anversa degli Abruzzi, dando vita a un’azienda agricola e agrituristica, un’incredibile scommessa di rivalutazione di un ambiente montano in via di spopolamento. Nella puntata anche le interviste a Mimmo Cuticchio, il maestro dell’Opera dei Pupi che parla dell’importanza culturale della tradizione come occasione per promuovere la pace e l’incontro tra culture, e Moni Ovadia maestro del teatro sull’“etica dello straniero”.

Hanau: una riflessione a pochi giorni dalla strage

25 Febbraio 2020 - Hanau - Mercoledì 19 febbraio in due bar Shisha a Hanau: ci sono stati degli spari da arma da fuoco che hanno causato 9 vittime oltre l’attentatore e la madre di questi. Il sindaco di Hanau (100.000 abitanti di cui 25% stranieri) Kaminski ha indetto immediatamente delle riunioni in luogo pubblico per la commemorazione degli uccisi e si rifiuta di parlare di stranieri ma di cittadini inseriti nella vita della comunità cittadina , di persone integrate nella società. Le vittime sono turchi con origini curde, una rumena-polacca, bosniaci. Appena avvenuta la strage gli italiani che vivono ad Hanau hanno cominciato a comunicare tra loro invitando a non uscire di casa. Nei giorni successivi , a causa delle indagini, la scuola elementare „Heinrich Heine Schule“ e gli asili circostanti sono rimasti chiusi. Si è vissuta una atmosfera di shock: Hanau al centro di una tragedia senza pari. In un quartiere del centro alcuni nostri parrocchiani che abitano vicino non hanno sentito nulla la notte, solamente il giorno seguente hanno notato le transenne. Si è parlato di razzismo. Si ha paura che episodi del genere si possono ripetere: ieri una macchina ha travolto un corteo di carnevale in un paese dell’Assia. Come comunità cattolica italiana abbiano donato un mazzo di fiori col velo nero per Hanau Kesselstadt, secondo luogo della tragedia. Due membri della comunità – uno dei quali attivo nella vita politica della città - hanno deposto i fiori e hanno espresso la solidarietà della comunità cattolica italiana di Hanau. Alla manifestazione anche la mamma di una delle vittime che indossava il cappotto del figlio ucciso: un gesto Molto commuovente...La domenica successiva abbiamo celebrato la messa con stola viola ed é stata omessa l’omelia: abbiamo ricordato e pregato per le vittime e i loro familiari. A Marzo è prevista una commemorazione pubblica e sarà dichiarato lutto cittadino. Hanau adesso é tristemente nota per questi episodi e questo dispiace. Il nostro pensiero va alle vittime, uccise barbaramente e alle loro famiglie. Ci lascia orfani di giovani innocenti. Ci vorrà tempo per riflettere negli anni dell’estremismo di destra, sottovalutato da molto tempo ma non possiamo fermarci al razzismo e alla violenza ma Hanau vuole dimostrare che una coesistenza pacifica é possibile fra culture e identitá etniche diverse. Noi come cristiani non perdiamo naturalmente la speranza ma siamo certi che il bene, anche in momenti tragici come questi, non prende il sopravvento ma che sia il bene alla fine ad avere la supremazia. (Nico Bongiorno - padre Antonio Gelsomino)​