Tag: Mobilità umana e migrazioni

Scalabriniani: visori e video tridimensionali per mettersi nei panni dei migranti

15 Gennaio 2020 - Roma - È racchiuso nello spazio di un gioco di ruolo che utilizza visori speciali, app e la tecnologia dei video tridimensionali a 360 gradi l’esperienza proposta, soprattutto ai giovani delle scuole, dal progetto “Ponte di dialoghi – Bridges beyond borders” promosso dalla Fondazione Cser (Centro studi emigrazione Roma) degli Scalabriniani, con il sostegno economico della Fondazione Migrantes e a cura di Ceiba Factory. Il progetto, presentato a Roma nella sede del Cser, vuole promuovere una cultura della conoscenza e dell’accoglienza contro ogni forma di discriminazione e xenofobia. Prenderà il via a marzo in una decina di scuole medie inferiori e superiori. Coinvolgerà almeno 1000 studenti e durerà per tutto il 2020. Per ora sono disponibili quattro storie diverse, sintetizzate in 7 minuti, raccontate in immagini tridimensionali riprese da una telecamera GoPro posta sulla testa del protagonista principale. Chi indossa il visore Oculus Go ha la sensazione di trovarsi veramente al posto di Carolina del Rwanda, di Namin della Guinea o degli altri migranti dal Congo e dall’Est Europa. È costretto ad ascoltare voci e urla delle carceri libiche, a rischiare di annegare in mare o a vedersi camminare a piedi attraverso deserti senza acqua da bere, nelle townships di Cape Town in Sudafrica o su un marciapiede di Roma a chiedere l’elemosina. Alla fine di ogni video si scopre il vero volto del/della protagonista, con una breve testimonianza. Nelle storie si affrontano temi come la violenza e la tratta delle donne, lo sfruttamento lavorativo, le condizioni dei richiedenti asilo, la vita delle badanti dell’Est Europa, costrette a lasciare i figli a casa. Il progetto prevede una giornata formativa con la visione del filmato, l’approfondimento con la presenza di testimoni ed esperti, il feedback dei ragazzi. Sarà inoltre realizzata una collana di volumi didattici sulla storia delle migrazioni in alcune città italiane e laboratori di formazione artistica e pedagogico-teatrale. “Vogliamo unire la dimensione cognitiva con quella emozionale – ha spiegato padre Lorenzo Prencipe, responsabile del Cser -, per arginare quella che è stata definita la ‘fine della compassione’. Oggi ci si abitua a tutto e niente più ci indigna o commuove, nemmeno i naufragi “.  L’idea è partita da una intuizione di padre Gabriele Beltrami, responsabile dell’ufficio comunicazione degli Scalabriniani.

Acli Bologna: report sulle colf

15 Gennaio 2020 - Bologna - Nei giorni scorsi le Acli di Bologna hanno presentato un report basato sui dati del Servizio Colf offerto dal proprio Patronato, che contrattualizza 3.000 delle quasi 11.000 badanti della Città metropolitana. I dati hanno messo in luce come i lavoratori siano al 94% donne. Per il 42% provengono dall’Europa dell’Est e, a seguire, dalle Filippine (18%), dal resto del continente asiatico (14%) e dal Sud America (12%). «Dai dati emerge come il panorama delle badanti a Bologna stia notevolmente cambiando – ha osservato Filippo Diaco, Presidente provinciale, che ha messo in luce in particolare come l’età media delle badanti stesse si sia molto alzata –. Dieci anni fa avevano dai 40 ai 55 anni, oggi hanno dai 55 ai 70 anni: facciamo contratti per badanti di 70 anni che curano ottantenni». Questo implica notevoli conseguenze sul panorama del welfare locale, «perché sempre più spesso queste assistenti domiciliari hanno bisogno di welfare per se stesse, dalle invalidità civili alla pensione, per le più fortunate. Ma molte di loro non hanno contributi sufficienti e questo avrà ricadute pesanti sul loro benessere, appena non saranno più in grado di lavorare». C’è, poi, secondo Diaco «il problema della formazione professionale»: non ci sono corsi specifici per questa professionalità. «Le Acli da tre anni organizzano corsi ad hoc con geriatri, psicologi, infermieri, ma non dovrebbe essere una iniziativa della singola Associazione». Diaco ha concluso con un invito a chi governerà nel prossimo quinquennio la Regione Emilia Romagna: «chiediamo un contributo economico, nell’ambito della legge per i caregivers, per le famiglie che assumono badanti. Ad oggi è previsto solo un modesto sgravio fiscale sui contributi Inps, ma una badante convivente full time costa circa 1.200 euro al mese, più le sostituzioni della domenica, dei giorni e delle ore di riposo giornaliere: un salasso. Se uno decide di usufruire di ricoveri in case di cura e riposo sussistono aiuti. Perché non per i datori di lavoro domestico? – chiede Diaco».  (Chiara Pazzaglia, Bologna7)  

Fondazione Sordi: domani una giornata di studi sulla figura dell’operatore socio sanitario

14 Gennaio 2020 - Roma - La figura dell’Operatore all’interno di strutture sociosanitarie è al centro dell’incontro formativo organizzato dalla Fondazione Alberto Sordi per il 15 gennaio 2020, in largo dello Scautismo, al Roma Scout Center. Formatori, psicologi, medici, direttori sanitari e di strutture dedicate, esperti della fragilità e docenti universitari si confronteranno sulle principali tematiche della cura, a partire dalle indicazioni contenute nella “Carta Alleanza per le Persone Anziane”. Questo documento, presentato dalla Fondazione Alberto Sordi, mira a sviluppare reti di collaborazione e partnership tra attori pubblici, privati e di terzo settore, per promuovere una cultura della condizione anziana, nel rispetto delle fragilità emergenti, per migliorare la vita della persona e del nucleo familiare che ha vicino. “Un modo socialmente innovativo – ha affermato il direttore della Fondazione Avv. Ciro Intino – per condividere esperienze, individuare soluzioni e modelli di cura, utili e qualificati, sostenibili economicamente, per l’autonomia degli anziani, oggi sempre più costretti dalla vita quotidiana a ricercare il proprio spazio in un contesto sociale e di vita caratterizzato da fretta e solitudine”. La Fondazione Alberto Sordi propone progetti culturali e formativi, come nelle intenzioni del suo fondatore, di forte impatto sociale per favorire il protagonismo delle persone anziane anche di quelle più fragili e malate. E c’è tutto un mondo di operatori che lavora per questo, una ricchezza di figure professionali, la disponibilità di volontari qualificati che rappresentano uno spaccato prezioso e non sempre conosciuto e valorizzato appieno, della nostra società civile. La giornata di incontri del 15 gennaio, dalle 9.00 alle 17.00,  sarà occasione per confrontare esperienze sociali fortemente innovative anche sul piano delle nuove tecnologie applicabili, in un’ottica di collaborazione Pubblico-Privato, nel coinvolgimento di tutti gli attori presenti sui territori del mondo delle famiglie e delle imprese.

“E non riuscimmo a riveder le stelle”: oggi la presentazione a Rossano con Mons. Satriano

14 Gennaio 2020 - Rossano -Sarà presentato oggi, martedì 14 gennaio, nel salone degli Stemmi del palazzo arcivescovile di Rossano, alle ore 17,00, il volume di poesie “...E non riuscimmo a riveder le stelle” di Salvatore Martino con prefazione del Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Alla presentazione interverranno, oltre all’autore, l’arcivescovo di Rossano-Cariati, Giuseppe Satriano e Tommaso Greco, docente di Filosofia del Diritti all’Università di Pisa. “Non è ignota ai migranti l'esperienza del dover cercare la vita altrove, dove si pensa che ci possa essere ancora un futuro, una speranza, sapendo i rischi a cui si va incontro. Rischia invece di rimanere vaga e lontana, per chi non ne fa diretta esperienza, l'asprezza di perdere tutti i propri riferimenti, insieme alle persone care e magari a tanti innocenti”, scrive Bassetti nel volume edito da Tau ed inserito nella collana “Testimonianze e Esperienze delle Migrazioni" della Fondazione Migrantes. Un volume che vuole “sensibilizzare al tema della mobilità”, come spiega il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Don Giovanni de Robertis. (Raffaele Iaria)  

Festival cinematografico integrazione interculturale: aperte le iscrizione

10 Gennaio 2020 - Bergamo - Sono aperte le iscrizioni all'edizione 2020 di IFF - Integrazione Film Festival, il festival cinematografico dedicato al tema dell'integrazione interculturale che si svolgerà a Bergamo e Sarnico dal 16 al 19 aprile. Il Festival, alla 14esima edizione, promosso da Cooperativa Ruah di Bergamo e organizzato in collaborazione con Lab 80 film, comprende due sezioni: il Concorso internazionale per film documentari e il Concorso internazionale per cortometraggi di finzione. Documentari e corti di fiction, dunque, che raccontino esperienze di integrazione possibile tra persone di diversa appartenenza culturale o provenienza nazionale, che affrontino i temi di inclusione, identità e intercultura come elementi chiave dell'integrazione. Nel 2019 sono stati più di 150 i registi, italiani e stranieri, che hanno proposto i loro lavori a IFF, a dimostrazione dell'interesse crescente che Integrazione Film Festival sa generare in chi fa cinema, oltre che nel pubblico, che ha risposto con più di 2mila presenze in sole tre giornate di proiezioni. Per partecipare alla selezione è necessario registrarsi sulle piattaforme di iscrizione FilmFreeway e Movibeta, dove si trovano tutte le informazioni e i dettagli necessari. I registi hanno tempo fino al 15 febbraio per proporre i propri lavori: la durata massima dei documentari è di 52 minuti, quella dei cortometraggi di 20 minuti. Alla selezione sono ammessi i film la cui realizzazione sia terminata dopo l'1 gennaio 2018, che possono essere già stati selezionati in altri festival, sia italiani che stranieri (mentre non possono partecipare lavori che siano già stati in concorso nelle precedenti edizioni di IFF). I selezionatori si riservano di valutare comunque l'ammissibilità di opere realizzate prima della data indicata ma che presentino particolare attinenza o spiccata qualità, da inserire fuori concorso nel programma del Festival. Informazioni per registi e pubblico www.iff-filmfestival.com, info@iff-filmfestival.com

Migrantes Marche: a Loreto i Re Magi con proverbi da tutto il mondo

9 Gennaio 2020 -

Loreto - “I miracoli sono sempre compiuti dagli uomini uniti”. “Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada”.  “ Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono dei ripari, altri costruiscono dei mulini a vento”. Solo alcuni, dei millecento proverbi africani, cinesi, indiani, latinoamericani… distribuiti nel giorno dell’Epifania dai Re Magi a Loreto. Questi, come in un blitz apparivano da chissà dove nel Corso principale, poi, varie volte in piazza della Madonna, poi nel santuario, e poi spuntavano - una vera sorpresa per tutti - nel bel mezzo di tutte le celebrazioni della parrocchia di Villa Musone.  Armati di turibolo fumante di incenso, di oro, di tanti altri doni preziosi e di biglietti di augurio e accompagnati da un piccolo seguito, hanno zigzagato la città lauretana in lungo e largo. La sorpresa più bella, tuttavia, è stata a una celebre pasticceria locale, affollatissima al mattino, un’eccellenza delle Marche, per augurare ad ognuno un buon anno di salute, di serenità, di santità : le tre esse per la città del Giubileo e i suoi pellegrini. Ad ognuno che si incontrava durante tutta la giornata, consegnavano un proverbio del mondo, frutto della saggezza antica, degna di uomini venuti d’Oriente, dai nomi mitici come Gasparre, Baldassarre, Melchiorre. Il proverbio più gradito, forse, un breve koangiapponese : “Alcune volte vinci, tutte le altre volte impari!”. Simpatiche, preziose pillole di saggezza per l’anno nuovo che inizia. Non dimenticando che "lo straniero é un fratello che non hai mai incontrato". (P. Renato Zilio)

Buon Natale!

20 Dicembre 2019 -

Roma  - “Come possiamo non ascoltare il grido disperato di tanti fratelli e sorelle che preferiscono affrontare un mare in tempesta piuttosto che morire lentamente nei campi di detenzione libici, luoghi di tortura e schiavitù ignobile? Come possiamo rimanere indifferenti di fronte agli abusi e alle violenze di cui sono vittime innocenti, lasciandoli alle mercé di trafficanti senza scrupoli? Come possiamo ‘passare oltre’, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano facendoci così responsabili della loro morte? La nostra ignavia è peccato!”.

Papa Francesco, ieri, ci ha invitato a non essere indifferenti verso tanti uomini, donne e bambini che vivono la loro condizione di migranti avendo occhi aperti verso gli ultimi senza farci troppe domande.

Un invito forte, a pochi giorni dal Natale, quando siamo invitati a contemplare la nascita di Gesù, nato in una mangiatoia “perché non c’era posto per loro nell’albergo”.

Tante famiglie, come quella di Gesù, ci ricordano come il mistero del Natale è nascosto anche dietro una fuga dalla violenza o dalla povertà.

Nel festeggiare il Natale guardiamo alle loro storie, alle loro vicissitudini, alle loro vite nel nostro Paese insieme ai nostri connazionali che in questi anni hanno lasciato l’Italia per altri Paesi del Mondo. Insieme guardiamo anche ai 150.000 rom e sinti che vivono in Italia, agli oltre 60mila operatori del mondo dello spettacolo viaggiante e a tutti coloro che sono in viaggio, in cammino, lontani dalle loro famiglie. “Invitiamoli” a prendere posto, a farne posto nelle celebrazioni natalizie.

Perugia: celebrata la Giornata internazionale per i diritti dei migranti

20 Dicembre 2019 - Perugia – “Quest’incontro di riflessione sui diritti dei migranti è una ‘provocazione’ non solo per la Chiesa ma per la società civile, che va a rafforzare una debolezza che ci attraversa tutti, quella di pensare di non essere in grado di accogliere, ascoltare e dialogare con l’altro, soprattutto con chi arriva da lontano”. Lo ha sottolineato, nel suo intervento di saluto, il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve,  Mons. Marco Salvi, all’incontro celebrativo della Giornata internazionale per i diritti dei migranti promosso a Perugia presso la Sala della biblioteca del Centro internazionale di accoglienza - Ostello di “Don Elio”, in pieno centro storico. Non è stata casuale la scelta dell’Ostello come location perugina di questa Giornata internazionale. E’ dal 1974, due anni prima della nascita della Caritas diocesana, che questa realtà socio-caritativa dallo spirito fortemente ecumenico, come quello del suo fondatore, Mons. Elio Bromuri (1930-2015), in dialogo con culture e religioni diverse, mosse i primi passi precorrendo i tempi odierni, perché all’epoca c’era già bisogno di accoglienza e di ascolto di giovani stranieri che arrivavano a Perugia prevalentemente per motivi di studio e con problemi di sopravvivenza. L’incontro ha visto la presentazione del video “Progetto diocesano richiedenti protezione internazionale” e del libro dal titolo: “Khaled che viene dal mare. Ma che vuole da me?” di Barbara Baffetti (ed. Buk Buk).  

Migrantes Torino: fino al 30 gennaio la mostra “Gli invisibili”

19 Dicembre 2019 - Torino – Resterà aperta fino a l 30 gennaio, presso l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Torino, la mostra “Gli invisibili” del fotografo Mauro Raffini. Scatti che documentano la vita di chi non ha casa, di quegli invisibili che “si trovano sotto i ponti, davanti alle chiese, di fronte ai supermercati affollati, sdraiati sui marciapiedi”, spiega Raffini. La mostra  è visitabile lunedì, martedì, e giovedì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17 e il mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13.  

Mons. Galantino: “confine” non significa “ barriera”, è “spazio di accoglienza”

18 Dicembre 2019 - Roma - “Assistiamo a un tentativo di tradimento semantico della parola ‘confine’, che è usata come sinonimo di ‘barriera’ e invece significa ‘soglia’, ovvero dove si piazza la porta e si accolgono le persone”. Lo ha detto Mons. Nunzio Galantino, Presidente dell’Apsa, durante la presentazione a Palazzo Firenze, a Roma, di “Sul confine. Incontri che vincono le paure” (Piemme), l’ultimo libro del vescovo. “Il confine non va superato o annullato, ma riconosciuto e abitato tutti i giorni con intelligenza – ha aggiunto -. Va accolto il messaggio pressante di Papa Francesco di una Chiesa in uscita: è un invito culturale di uscita dalla retorica, dai luoghi comuni e dal politicamente corretto. È un esercizio di libertà”. Presente anche Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, secondo cui “oggi il nostro Paese e il nostro cattolicesimo sono tentati dal provincialismo, ricaduta del mondo globale e anticamera del nazionalismo”. “Una parte di questa società è alla ricerca dell’uomo forte e delle semplificazioni, che non di rado sono bugie – ha aggiunto -. Le parole di Papa Francesco sui migranti, che qualcuno evoca per ingigantire la paura, sono in realtà nel solco della tradizione dei Papi del Novecento, da Pio XII a Paolo VI e Giovanni Paolo II. Nel dibattito odierno non emerge a sufficienza quanto i migranti siano essenziali per la rigenerazione del nostro Paese”.