Tag: Spettacolo Viaggiante

Ad Ascoli vince la solidarietà, anche con i circensi

7 Aprile 2021 - Ascoli - Ancora una volta la comunità di Monticelli (quartiere di Ascoli) si fa riconoscere per la grande generosità. Nel periodo di Pasqua grazie al crowdfunding lanciato dalle parrocchie dei Ss. Simone e Giuda e di S. Rita, insieme ad altre offerte consegnate in parrocchia, è stato possibile offrire il pranzo di Pasqua (preparato dal ristorante pizzeria “il Sentiero” di Brecciarolo) alle oltre 50 persone del Circo Madagascar che da ormai 5 mesi sosta nel territorio fra Monticelli e Brecciarolo e in difficoltà a causa dello stop agli spettacoli dovuto alla pandemia. Inoltre sono state consegnati vino e spumante offerto da Velenosi vini e uova di Pasqua ai bambini e ragazzi offerti dal gruppo Gabrielli. A 40 famiglie bisognose della parrocchia sono state invece donate altrettante gift card da 50 euro da spendere presso i punti vendita del Gruppo Gabrielli. Grande partecipazione alla benedizione 2.0 organizzata il giorno di Pasqua. Siccome a causa della pandemia non è stato possibile quest'anno attivare la tradizionale visita alle famiglie nel periodo di Quaresima, si è pensato di utilizzare il collegamento streaming per far sentire la comunità unita il giorno di Pasqua. Nei giorni scorsi, in totale sicurezza, sono stati consegnati dei kit contenenti una bottiglietta di acqua benedetta, uno schema per la preghiera in famiglia invitando tutti a collegarsi alle ore 12.40 sul canale YouTube Parrocchia Monticelli. Dalla chiesa parrocchiale dei Ss. Simone e Giuda, dove erano presenti don Orlando Crocetti, parroco di S. Giovanni Evangelista, don Giampiero Cinelli, parroco dei Ss. Simone e Giuda, il diacono Franco Bruni che presta il suo servizio nella comunità dei Ss. Simone e Giuda e don James Saenz, sacerdote colombiano, ospite nel periodo di Pasqua della Comunità di Monticelli, con puntualità svizzera alle 12.40 in punto, sotto la regia dei giovani dei gruppi parrocchiali (che avevano già ben animato tutto il triduo pasquale), è partita la diretta. Oltre 500 famiglie si sono collegate, hanno partecipato alla preghiera comune e poi ciascuno ha benedetto la propria famiglia e la propria abitazione. Tantissimi i messaggi di ringraziamento pervenuti per un momento che ha fatto sentire la comunità unita in questo momento in cui si è costretti al distanziamento a causa del Covid. E, quale sorpresa, quando uno dei messaggi è pervenuto addirittura da Mosca da dove la famiglia Buko ha scritto: “Don Giampiero e tutti i parrocchiani di Monticelli ad Ascoli Piceno! La nostra famiglia vi augura felice Pasqua! Vi ricordiamo tutti nelle nostre preghiere. Ricordiamo la calorosa accoglienza, la Santa Messa insieme a voi, meravigliosi sacerdoti (soprattutto don Mauro). Possa il Cristo risorto aiutare tutti voi a superare rapidamente i momenti difficili. Quando preghiamo insieme, le nostre preghiere diventano più forti. Cristo è risorto!” Era una famiglia ospite nel 1995 della parrocchia, (in occasione dell’evento Eurhope che si svolse a Loreto) e che trovava il link per la preghiera sul web. Si è così ristabilita un’amicizia. (G.C.)    

Migrantes Brescia: uno spettacolo online del Circo Grioni

1 Aprile 2021 -

Brescia - La famiglia Grioni vive l’esperienza di un lavoro che coinvolge tutta la famiglia: mamma, papà e quattro figli (13, 11, 8 e 5 anni) sono il cuore di questa comunità che vive, come in molte famiglie, grazie alla collaborazione dei nonni e che si allarga a collaboratori (una decina) provenienti da varie esperienze e uniti nell’avventura degli spettacoli viaggianti.

L’entusiasmo e la fatica connotano tanto l’attività professionale quanto quella personale. Essere circense è una dimensione che pervade la propria esistenza ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, una famiglia che vive spostandosi da un paese all’altro per esibirsi non è una bolla che rimane impermeabile ai luoghi che raggiunge ma è una comunità viaggiante che entra in un’altra comunità, la incontra, la anima e può addirittura aiutarla a riscoprirsi tale. In un’epoca moderna in cui le piazze sono disertate un po’ per colpa del virus e un po’ perché meno riconosciute come il cuore del paese e della città, il tendone del circo diventa una piazza capace di coniugare la nostalgia delle cose semplici a un sentimento tutt’altro che malinconico. C’è allegria, c’è apprezzamento per l’esibizione che lascia intravedere il lavoro propedeutico, c’è simpatia, solidarietà e incoraggiamento anche quando il numero non riesce perfettamente e l’artista ci riprova, perché si coglie l’autenticità. Il virtuale ci è stato di grande aiuto ma il reale con il “bello della diretta” ha un sapore insostituibile. E la famiglia Grioni è felice di essere un’occasione di incontro, di vitalità, di animazione che abbia il sapore della semplicità, dell’entusiasmo gioioso dei bambini, della poesia e della magia proprie del circo.

Da sempre la Pastorale Migrantes nella diocesi di Brescia, ha una attenzione particolare alle persone che vivono l’itineranza come i circensi; così anche il nostro ufficio si è affiancato alla quotidianità della famiglia Grioni condividendo la sua passione e la fatica di questo tempo. Il desiderio è di promuovere un’esperienza culturale di prossimità, capace di raggiungere i paesi e le città, animarne i centri, frequentarne le periferie, portare la casa del circo vicino a quella delle famiglie del pubblico, avvicinandosi agli spettatori e, al contempo, chiedendo loro di muoversi un po’, di uscire dalle abitazioni, di spegnere la televisione e i vari passatempi tecnologici e individuali. La storia del circo, con il suo stile di altri tempi, è la storia di una famiglia giovane con i più piccoli protagonisti: dietro ai numeri divertenti e di grande abilità ci sono bambini e adolescenti che si formano in scuole circensi e, soprattutto, ci sono il loro impegno, la grande forza di volontà, l’abnegazione. Parole che non sono in contrasto né con la pista del circo né con la giovane età dei protagonisti. Vedere lo spettacolo è un piacere, intravedere la preparazione è un motivo di riflessione sull’impegno che i ragazzi sono capaci di mettere quando vengono coinvolti in sfide belle! Lo spettacolo sarà trasmesso in diretta tv il giorno di Pasquetta, lunedì 5 aprile alle 20.30, su Super Tv (Canale 92 in Lombardia) oppure in streaming su www.bresciasat.it . Sarà possibile sostenere il Circo Grioni mediante il versamento di un libero contributo sul conto corrente IT68V0760113200001008288183 (intestato a Roberto Grioni).

don Roberto Ferranti - Migrantes Brescia

Ministero Beni Culturali: 11 milioni di euro per circhi e spettacolo viaggiante

26 Marzo 2021 - Roma - «Ho firmato due provvedimenti del valore di 11 milioni di euro per il sostegno degli operatori dello spettacolo viaggiante e dei circhi. Si tratta di realtà in enorme sofferenza, per le quali si è operato sin dall’inizio della pandemia, ma che continuano ad avere bisogno di un sostegno concreto». Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, al momento della firma di due decreti che ripartiscono le risorse del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo, destinando 10 milioni di euro al sostegno dello spettacolo viaggiante e 1 milione di euro al sostegno delle attività circensi. Le risorse in favore dello spettacolo viaggiante verranno erogate anche in considerazione degli importi dovuti dalle singole realtà per la tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche nei comuni in cui insistono gli impianti, mentre quelle per i circhi verranno riservate alle imprese di produzione circense le cui attività in Italia è stata impossibilitata dalle misure di contenimento del contagio o la cui attività all’estero è stata interrotta e il cui rimpatrio è stato ritardato o impedito per i medesimi motivi, si legge in una nota. Questi interventi «rafforzano quanto già previsto nel 2020, con i 15 milioni di euro erogati in favore degli operatori dello spettacolo viaggiante e quota parte destinata ai circhi delle risorse devolute alle realtà escluse dal FUS, portando così a oltre 26 milioni di euro il montante complessivo finora indirizzato a sostenere questi specifici settori dello spettacolo dal vivo». I due decreti sono stati inviati agli organi di controllo e saranno disponibili, alla registrazione, sul sito istituzionale del ministero della cultura www.beniculturali.it

Mondo circense: pandemia e attenzione dei media

22 Marzo 2021 - Roma - È passato un anno dall’inizio della pandemia, e siamo al punto di partenza. Sanità e economia del Paese al collasso. Nella grande recessione derivata dai lockdown e dal distanziamento sociale ci sono alcune categorie che hanno sofferto più di altre, arrivando a veri e propri picchi di povertà assoluta. Tra queste il mondo dello spettacolo, e in una situazione ancor più grave si sono venuti a trovare gli addetti dello spettacolo viaggiante fermi in giro per l’Italia e anche fuori dai confini nazionali. Circhi, luna park, artisti di strada hanno ‘fatto la fame’, come dicono loro, sono sopravvissuti grazie all’intervento di alcune strutture quali la Fondazione Migrantes, la Caritas, le varie associazioni locali di volontariato e le amministrazioni pubbliche che si sono ritrovate sul proprio territorio queste attività. La Fondazione Migrantes, che è intervenuta anche per far rientrare alcuni circhi dall’estero, ha raccontato fin dall’inizio sul quotidiano www.migrantesonline.it e sul mensile  “Migranti Press” le storie di queste persone ferme, senza potersi esibire e quindi senza incassi, linfa quotidiana di queste attività che, nella maggior parte, non hanno a carico solo gli stipendi degli operatori ma gli animali da accudire e da sfamare. A questo proposito Flavio Togni, della dinastia circense dei Togni, padre dell’American Circus, ora fermo nel proprio quartier generale a Sommacampagna in provincia di Verona, in una intervista rilasciata qualche giorno fa alla testata Fanpage.it si è lamentato perché in tutto questo arco di tempo c’è stata poca attenzione da parte della stampa e anche della politica. “Nessuno ha mai ha parlato del mondo del circo durante questo anno di pandemia. Nessun telegiornale, nessun politico, nessuno, siamo gli innominabili”, ha dichiarato. Andando a spulciare è la stampa locale che ha dato più rilievo a determinati casi proprio perché ha fatto notizia la generosità della gente del posto e le amministrazioni locali che hanno provveduto ad aiutare il circo di turno che si sono ritrovati sul proprio territorio. Il circo Togni quando lavora a pieno regime è costituito da circa 50 artisti provenienti da diverse nazioni e 150 addetti più 44 cavalli di razza e 11 tigri, ora il Patron ha dovuto mandare a casa gli artisti e ha ridotto all’essenziale il personale perché fermo da un anno.    

Circo Krone: il ringraziamento dei dipendenti

22 Marzo 2021 - Monaco di Baviera – I dipendenti del circo Krone, attualmente fermi a Monaco di Baviera, hanno voluto ringraziare il circo per non averli lasciati soli in questo tempo di pandemia.  “Dal 13 marzo 2020 non si sono svolti spettacoli, finora nessuno dei dipendenti è stato licenziato. Noi dipendenti ringraziamo la direzione del circo Krone per tanta umanità”, hanno scritto in uno striscione davanti al Circus Krone-Bau, vicino ai mezzi parcheggiati di artisti e dipendenti.  

Migrantes Latina-Terracina-Sezze-Priverno: tra i dimenticati del circo

10 Febbraio 2021 - Latina - Le realtà circensi, che tanto fanno sognare grandi e piccoli, sono tra i settori che la Chiesa italiana segue e cura attraverso la Fondazione Migrantes, l’organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana. Sul territorio diocesano di Latina-Terracina-Sezze-Priverno sono presenti, in modo stanziale ormai da circa un anno, tre gruppi circensi (con relative famiglie e animali al seguito), seguiti appunto dai volontari dell’équipe diocesana di Migrantes. Il circo Città di Roma, il circo Wigliams ed il circo Orfei-Montemagno hanno dovuto bloccare la propria attività e stabilirsi su terreni di loro proprietà nella zona di Latina. La pandemia ha reso precaria non solo la professione circense, ma ha messo a dura prova anche la gestione di numerosi animali tra cui i grandi felini ed erbivori, che restano l’obiettivo primario di ogni singolo componente del circo. Grazie al solo ed unico supporto economico dell’ufficio diocesano di Caritas-Migrantes, partito con le iniziative di sostegno già marzo dello scorso anno, le famiglie riescono ad affrontare le spese di minima necessità. Gli animali necessitano di incessanti cure giornaliere, nonché di un’alimentazione controllata e costante, tale da non compromettere il benessere fisico. In tal senso è chiara anche la raccomandazione dei veterinari dell’Asl di Latina: gli animali devono conservare un ottimo stato di salute. Facile a dirsi in queste condizioni! L’Ufficio ha lavorato alla ricerca di benefattori o aziende, disposti a offrire o a vendere a prezzi assolutamente accessibili carne, frutta e verdura di cui tutti gli animali hanno quotidianamente bisogno. C’è da aggiungere che, purtroppo, fra i vari decreti ministeriali degli ultimi mesi non si è assolutamente fatta menzione della “questione circo” e che nessuno dei nostri “assistiti” ha ricevuto un sostegno economico o di altro genere da parte dello Stato o degli enti locali. I titolari dei circhi gridano a gran voce la loro delusione e rabbia di fronte al silenzio delle istituzioni locali e non vogliono arrendersi a questo stato di cose. Una situazione che è stata anche oggetto di un servizio del Tg3 nazionale (per la rubrica Fuori Tg), andato in onda nei giorni scorsi, realizzato proprio presso la struttura del circo Orfei-Montemagno, in cui i circensi ma anche lo stesso ufficio diocesano Migrantes hanno denunciato le condizioni critiche vissute in questa realtà di vita. Ad appesantire poi la già difficile situazione anche il maltempo e le piogge ininterrotte di questi ultimi tempi che hanno creato non pochi problemi di gestione nelle quotidiane attività di manutenzione della struttura circense, causando addirittura l’impossibilità di movimento per le persone all’interno di essa. Accanto a questa emergenza però, si è presentata una vera e propria opportunità di amicizia e condivisione tra quattro giovani circensi e la realtà giovanile salesiana presente in diocesi. È bastato poco perché si creasse una splendida ed empatica sinergia, che ha permesso loro di progettare e camminare insieme, finché sarà possibile. Proprio in un momento di così dura prova per questi nostri fratelli è nata una richiesta che ha fatto sussultare di infinita gioia tutto l’Ufficio: il Sacramento della Confermazione! A causa dei continui spostamenti da una città all’altra, i giovani non hanno potuto iniziare un percorso formativo verso il Sacramento e così, facendo di necessità virtù, hanno trasformato in opportunità questo tempo “stagnante” e poco redditizio, chiedendo di poter approfondire un cammino di catechesi. Saper leggere fra le righe e riuscire a trovare il buono, anche dove sembra non esserci, è una risorsa interiore grandiosa. (Loris Calabresi - Equipe Ufficio Migrantes diocesi Latina-Terracina-Sezze-Priverno)  

Migrantes: in distribuzione il numero di febbraio del mensile “MigrantiPress”

4 Febbraio 2021 - Roma - Si apre con un editoriale sul linguaggio al tempo della pandemia il numero di febbraio del mensile "MigrantiPress" della Fondazione Migrantes. Il primo piano è dedicato al recente "Festival della Migrazione" sul tema del viaggio che si è svolto in modalità online e che nei tre giorni del Festival ha avuto oltre 25mila contatti. E ancora, nel numero in distribuzione, migranti africani si mettono in gioco, il tema dei rifugiati, un servizio sui corridoi umanitari per studenti universitari. "Vincere i pregiudizi " è il titolo di un approfondimento sul Rim Junior della Fondazione Migrantes, nato per raccontare le migrazioni italiane ai ragazzi. Un servizio è dedicato al missionario italiano in Brasile, p. Nazareno Lanciotti ucciso venti anni fa, punto di riferimento per tanti italiani. La sua causa di beatificazione è stata aperta nel 2008. Il mensile dedica tra gli altri, anche un articolo alla visita del neo cardinale, Paolo Lojudice, segretario della Commissione CEI per le Migrazioni, ai circensi fermi, a causa della pandemia, a Siena.  

Lunapark a Bergamo: fermi da un anno

3 Febbraio 2021 - Bergamo - Nel caravan c’è ancora l’albero di Natale. Non è trascorso molto tempo dal termine delle festività natalizie, ma ancora nessuno, in tutta la carovana, ha smontato l’albero. Non è stato un Natale come tutti gli altri anche per le famiglie del lunapark, ferme da mesi nei parcheggi e con le giostre smontate e coperte da grossi tendoni, a causa della pandemia mondiale. Ora però la preoccupazione per il futuro è più viva che mai. Il 2020 ha rappresentato il blocco totale, o quasi, delle attività. Pochissimi i ristori giunti dallo Stato. Le famiglie così si sono trovate strette nella morsa di non poter lavorare per le misure di sicurezza sanitaria, i risparmi dell’anno precedente che man mano sono finiti e gli alti costi da sostenere per manutenere le proprie attrazioni. Solo nei mesi del lockdown totale, la Caritas e la Migrantes della diocesi di Bergamo hanno conosciuto e raccolto i contatti di 168 famiglie di lunaparkisti sparsi su tutto il territorio provinciale (pari ad un piccolo paese di 700 abitanti circa), la maggior parte sconosciuta prima d’ora. «Su venti piazze l’anno, ne abbiamo fatta giusta una, a Romanengo, ma alcune famiglie non sono riuscite mai a montare le giostre» racconta Gianluca Colonati, 53 anni, da 31 anni giostraio, dal suo caravan fermo da un anno a Fornovo San Giovanni. «Noi ne abbiamo fatte due su 25» prosegue Antonello Morandi, mentre Catiuscia Morandi aggiunge: «Abbiamo fatto le scorte come le formiche e siamo riusciti a tirare avanti, ma ora rischiamo di non averne più. Tra noi c’è chi, per la prima volta in vita sua, si è dovuto rivolgere alla Caritas, qualcun altro è riuscito a trovare un lavoretto sotto padrone». Come la figlia di Catiuscia, Rebecca, di 20 anni: «Nel periodo natalizio ho fatto la commessa in un negozio di Crema». Colonati è anche presidente di UNAV – Unione Nazionale Attrezzisti Viaggianti – una delle sigle di categoria dei lunaparkisti illustra meglio la situazione: «Ci stiamo confrontando con il Ministero dei Beni Culturali e abbiamo chiesto 20 mila euro di ristoro a licenza. Il problema è che molti di noi non hanno la partita Iva e perfino la normativa stessa non ci inquadra a dovere, quindi è difficile riconoscerci i ristori. Basta pensare che non esistono nemmeno studi di settore». I lavoratori del luna park, il 22 ottobre scorso, sono scesi in piazza a Roma. Pochissima l’attenzione mediatica sulla categoria, a differenza di quanto capitato per chi lavora nello spettacolo o nella ristorazione. Tuttavia qualcosa di buono sta crescendo: 9 sigle di categoria si sono unite e – seppure solo online – si ritrovano regolarmente tra loro e riescono ad avere un dialogo anche con le istituzioni. Ma come si passa il lockdown in pochi metri quadrati di roulotte? Seppur grandi, comode, ben attrezzate e arredate, i caravan restano pur sempre più stretti e piccoli di una casa. Nel marzo e aprile scorso (e in forma minore ancora oggi), i giostrai sono costretti a vivere fianco a fianco in pochi metri quadrati. «Abbiamo avuto un caso di Coronavirus nella nostra carovana a marzo. Abbiamo temuto il peggio, ma per fortuna, dopo una lunga convalescenza, questa persona si è salvata e sta bene» racconta Manuel Gabrielli, 37 anni, oggi fermo a Scanzorosciate con tutta la sua famiglia. «Avevamo tanta paura e per settimane non sono andato nemmeno dai miei genitori che sono nel caravan di fronte al mio». «Ci salutavamo sull’uscio del caravan – continua Emi di Fornovo -, un po’ come le persone “di casa” dai balconi». Poi è prevalsa la voglia di fare e in molti si sono messi ad autoprodurre mascherine e hanno approfittato del fermo per sistemare al meglio le giostre. Caritas e Migrantes si sono attivate subito per le famiglie dello spettacolo viaggiante. Ma più che generi alimentari o sostegno concreto, ciò di cui hanno avuto più bisogno è ascolto. Tant’è vero che alla richiesta di supporto per preparare i pacchi alimentari presso la Parrocchia di San Francesco di Bergamo, le famiglie hanno risposto subito. «Ci è sembrato il minimo che potevamo fare. Noi siamo famiglie umili, ma abbiamo sempre vissuto del nostro lavoro – sottolinea Manuel Gabrielli –. Emotivamente non ci hanno mai lasciati soli, così è stato un piacere aiutare in questa attività: andavamo in una quindicina alla volta perché c’erano parecchi bancali di alimenti da scaricare e sistemare». All’orizzonte non si scorge ancora nulla di buono. Non sono previsti ulteriori ristori per la categoria che – come riportato qualche riga sopra – non è facilmente inquadrabile. Questo perché la maggior parte dei giostrai possiede solo la licenza per il proprio lavoro (con contribuzione e imposte forfettarie) e non la partita Iva. Tuttavia la questione centrale che lamentano le famiglie è quella di non poter calendarizzare alcuna data nemmeno nel 2021. Sagre, feste, notti bianche e tutte quelle iniziative che prevedono anche la presenza dei luna park sono ancora bloccate per la pandemia. Molte amministrazioni non concederanno l’autorizzazione ad eventi del genere, seppure ci sia un rapporto consolidato tra le famiglie e gli organizzatori delle feste così come con le istituzioni locali. Un danno economico non indifferente che lascerà in situazioni drammatiche migliaia di famiglie. Basta pensare che per ogni giostra ci sono investimenti in manutenzione, spese correnti, assicurazioni e tasse da pagare in anticipo e che la singola attrazione dà da vivere ad una famiglia intera. Lo conferma Colonati: «Abbiamo già avuto due risposte negative da due piazze storiche. Spesso si pensa che le giostre siano un di più, solo un divertimento fatto di un mondo a colori, ma non si notano le difficoltà, l’impegno, la fatica di chi fa questo lavoro». «Altro non saprei fare, la mia vita è il mio lavoro e il mio lavoro è la mia vita» gli fa eco il figlio Mattia, da poco diventato papà della piccola Europa, nata proprio in lockdown. «Siamo stanchi di star fermi e abbiamo paura del futuro – continua Gabrielli -. La mia famiglia lavora soprattutto con gli oratori, i Cre, le sagre di paese, notti bianche e mercatini di Natale. Abbiamo tentato in tutti i modi di montare, ma non ce n’è occasione. Dobbiamo vivere e lavorare. Alle istituzioni diciamo: ragioniamo insieme su come montare le giostre in sicurezza». Ripensare il mondo delle giostre non è semplice, ma è possibile. Organizzare le attrazioni in modo da evitare assembramenti, disporre di tutti gli accorgimenti anti-contagio necessari e trovare soluzioni condivise è la strada da percorrere. (Raffaele Avaglano)  

Migrantes Asti: mantenere viva la sensibilità e l’attenzione sulle criticità che colpiscono migranti, circensi, rom e lunaparkisti

29 Gennaio 2021 -

Asti - Durante l’emergenza Covid-19, l’impegno dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Asti si è concentrato sul mantenere viva la sensibilità e l’attenzione sulle criticità che colpiscono migranti, circensi, rom e lunaparkisti interfacciandosi con il Comune e le altre realtà associative impegnate a sostegno delle fasce più deboli. I contatti con l’Assessorato alle Politiche Sociali sono stati costanti e hanno portato alla realizzazione di due iniziative congiunte rivolte alle numerose comunità etniche presenti in città, fa sapere oggi l'Ufficio Migrantes. 

Nel mese di marzo, durante la prima fase della pandemia, è stato prodotto un video per diffondere le regole di prevenzione Coronavirus attraverso volti, voci e lingue da tutto il mondo (inglese, francese, arabo, albanese, rumeno, mandingo, spagnolo e portoghese). L’esperienza - sottolineano - è poi stata ripetuta nel mese di ottobre quando, «ormai consapevoli dell’arrivo di una seconda ondata pandemica, abbiamo valutato l’opportunità di un’ulteriore campagna di sensibilizzazione volta a ribadire l’importanza di un corretto uso dei dispositivi di protezione e del distanziamento sociale». Queste iniziative, oltre a «prefiggersi l’obiettivo di rendere comprensibili le regole di prevenzione anche a quanti non padroneggiano ancora la lingua italiana», sono state l’occasione per promuovere la partecipazione di tutti i cittadini, stranieri e non, alla tutela del bene comune. La lotta contro la pandemia «ci ha infatti insegnato che il comportamento di ognuno, nessuno escluso, fa la differenza e che, per riprendere la parole di Papa Francesco, 'nessuno si salva da solo'».

I video, realizzati da Pierfranco Verrua, hanno avuto una diffusione capillare attraverso la web-tv, i canali social istituzionali degli enti promotori, le testate giornalistiche online locali, il nostro sito e i più informali gruppi WhatsApp, rivelandosi «uno strumento utile per molti cittadini stranieri non solo di Asti, ma di tutta la Provincia e altre parti d’Italia».

 

Migrantes: in distribuzione numero di gennaio della rivista “Migranti Press”

8 Gennaio 2021 - Roma - Si apre con un editoriale del direttore dell’organismo pastorale della CEI, don Giovanni De Robertis, l’ultimo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “Migranti Press”, in distribuzione in questi giorni. 

"La pandemia e la mobilità umana": questo il titolo dell’articolo che si sofferma su mesi appena trascorsi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ma anche da tante altre situazioni difficili, che hanno continuato a consumarsi pur rimanendo invisibili. «La pandemia che stiamo vivendo ha limitato i movimenti di tutti, ma soprattutto ha segnato il cammino dei migranti: chi vive in un paese diverso dal proprio da mesi e mesi non può – salvo eccezioni - rivedere i familiari, nemmeno in caso di gravi malattie». La Fondazione Migrantes ha cercato in ogni modo di rimanere vicina e accompagnare alcune fra le categorie più colpite da questa crisi, peraltro già in condizioni economiche precarie a causa della povertà e della mancanza di lavoro. Non solo migranti e rifugiati, ma, colf, Rom, lunaparkisti e circensi.  

Nel numero un approfondimento anche sul Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes presentato a dicembre dal titolo "Costretti a fuggire...ancora respinti". E poi un articolo sulla creazione a cardinale di Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana e segretario della Commissione CEI per le Migrazioni, un bilancio della campagna Ce "Liberi di partire, liberi di restare" e anche alcune esperienze di pastorale in questo tempo di coronavirus tra gli italiani che vivono all'estero e tra i Rom in Europa.  E poi un articolo sui "ritrattisti di Maria, cioè i Madonnari. E ancora un inserto con una Scheda sul Tempo di Natale dal titolo "La mia parrocchia: famiglia di famiglie senza frontiere".