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Ucraina: il Viminale e la macchina dell’accoglienza

29 Marzo 2022 -

Roma - Al Viminale ieri erano in corso le ultime limature. E forse già oggi, salvo imprevisti, potrebbe essere varato il protocollo con le linee guida relative alle procedure di tutela e accoglienza dei minori non accompagnati fuggiti dall’Ucraina e in arrivo nel nostro Paese. I contenuti del provvedimento potrebbero essere resi noti dal prefetto Francesca Ferrandino, capo dipartimento Immigrazione e commissario per i minori non accompagnati, insieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. I meccanismi di protezione e affidamento dei minori soli (per evitare che se ne perdano le tracce o che finiscano in mano a trafficanti o sfruttatori) sono fra i nodi più delicati nella gestione della macchina dell’accoglienza, perché coinvolgono diverse istituzioni, comprese quelle scolastiche e i tribunali dei minori. Al momento, sono circa 300 i bambini e adolescenti arrivati in Italia senza genitori. Ma anche su quelli accompagnati andranno fatte verifiche: alcuni sono arrivati in compagnia di parenti, conoscenti, educatori, rapporti non sempre inquadrabili in forme di tutela legale.

Complessivamente, alla data di ieri, il ministero dell’Interno ha contato 73.898 arrivi dall’inizio del conflitto: 38.068 donne, 6.959 uomini e 28.871 minori. Da 3-4mila arrivi quotidiani, si è scesi a meno di 2mila in media. Le aree urbane di Milano, Bologna, Roma e Napoli contano maggiori presenze. E finora la stragrande maggioranza dei profughi pare aver trovato sistemazione presso parenti, conoscenti o amici italiani, grazie a una comunità, quella ucraina, che in Italia conta 240mila persone. Oltre alle sistemazioni casalinghe, ci sono alcune migliaia di posti messi a disposizione dal Viminale nel circuito dei centri Cas e del sistema Sai. Il governo ha stanziato 428 milioni di euro da destinare all’accoglienza. E l’intenzione è quella – specie se i numeri dovessero crescere – di mettere in campo meccanismi che superino la prima fase di spontaneismo. In attesa del Dpcm di recepimento della direttiva europea che assegna ai profughi in fuga dal conflitto (ucraini, ma anche residenti in quel Paese) un permesso europeo di protezione e soggiorno per un anno, l’esecutivo italiano valuta diversi strumenti, come il contributo di «autonoma sistemazione»  (analogo a quello previsto per gli sfollati del sisma del 2016) per compensare i costi di un alloggio. Previsto per un massimo di 60mila persone per una durata di 90 giorni partire dall’ingresso, il contributo mensile – da precisare con un’ordinanza di Protezione civile – potrebbe oscillare tra i 300 e i 350 euro per ogni profugo ucraino adulto, titolare della protezione temporanea, e altri 150 euro per ogni minore. Rispetto all’assistenza diffusa Per quanto riguarda invece l’assistenza diffusa – prevista per 15mila persone – a enti e associazioni del Terzo settore che se ne faranno carico potrebbe essere destinato un importo di 30 euro a persona ospitata. C’è poi la questione scuola (oltre 5mila alunni ucraini sarebbero già stati inseriti nei programmi didattici) e l’assistenza sanitaria, a partire dalla vaccinazione anti Covid.

Da Bruxelles, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese puntualizza come non sia sul tavolo europeo un meccanismo di 'quote': gli spostamenti dei profughi verso questo o quel Paese restano su base volontaria. «L’Italia associa il principio di solidarietà a quello di responsabilità e farà la sua parte», assicura la ministra. Confidando in prospettiva su interventi di sostegno europei, il governo sta definendo il meccanismo di aiuti economici, da erogare anche tramite i comuni e la Protezione civile. Dal canto suo, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, ritiene «urgente definire un protocollo unico che ci permetta di fare ognuno la propria parte». (Vincenzo R. Spagnolo)

Profughi: 10 punti per aiutare gli Stati Ue

29 Marzo 2022 -

Bruxelles - Nessuna quota di ridistribuzione dei profughi ucraini. Piuttosto, si tratterà di creare un «indice» per fotografare la situazione reale di ogni Stato membro, al via inoltre la registrazione di quanti sono arrivati. Dopo una riunione di poco più di tre ore, i ministri dell’Interno dell’Ue, in un Consiglio straordinario, hanno trovato un’intesa su un piano in 10 punti già proposto dalla presidenza di turno francese per creare un miglior coordinamento della gestione dei flussi, i più ingenti dalla fine della Seconda guerra mondiale. Al momento, ha precisato la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson, si assiste a una riduzione: circa 58.000 al giorno contro i 200.000 del picco. Comunque, ha precisato la svedese, «ci servono piani di emergenza se la situazione dovesse persino peggiorare in Ucraina». Complessivamente, ha detto la commissaria, nell’Ue sono arrivati 3,8 milioni di profughi dall’Ucraina, della quale «metà sono bambini». Gli altri per lo più donne o anziani. Di questi, 800.000 hanno chiesto l’applicazione della direttiva per la protezione temporanea, attivata a tempo record, una settimana dopo la guerra, dai Ventisette, e che consente ai profughi di restare fino a tre anni nel Paese ospite senza chiedere asilo. Alla vigilia dell’incontro, Varsavia e Berlino, in una lettera comune alla Commissione Europea, avevano chiesto maggiore solidarietà sia nella distribuzione dei profughi, sia nel sostegno finanziario. La Polonia deve ormai fronteggiare oltre due milioni di profughi, ma è stata la Germania (dove ne sono arrivati 270.000) a chiedere una ridistribuzione con quote. Idea respinta da quasi tutti. Molti Paesi dell’Est (Polonia inclusa) anche per il timore di creare un «precedente» per future crisi migratorie. «Non ci serve un sistema di ricollocamenti – ha spiegato il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas – perché le persone che arrivano si ricollocano in qualche modo da sole (gli ucraini sono esentati dal visto e possono restare nell’Ue fino a 90 giorni, ndr). E se ci saranno squilibri, con più persone in alcuni Paesi rispetto ad altri e servirà un sostegno per favorire gli spostamenti, lo faremo attraverso una piattaforma di solidarietà che permetterà la condivisione delle responsabilità tra le famiglie». Una piattaforma già attiva da vari giorni, in cui ogni Stato membro può dichiarare quanti posti è disponibile a mettere a disposizione. Soprattutto, si punta a una migliore informazione dei profughi ucraini. «È importante – ha dichiarato Johansson – incentivare i rifugiati a lasciare la Polonia e cercare di andare anche in altri Paesi, spiegando che avranno un trattamento equivalente. Altrimenti la situazione non sarà sostenibile». Coinvolti anche Paesi terzi come gli Usa, il Canada, il Regno Unito.

Tra i punti principali del «piano», un «indice» per capire quali sono i Paesi sottoposti a maggior pressione. C’è poi una piattaforma Ue, attiva da ieri, destinata a creare, si legge nel comunicato finale, «un approccio centralizzato a livello europeo per la registrazione dei rifugiati ucraini ». Importante è pure la questione dei trasporti di profughi, con un coordinamento europeo di servizi di treni e autobus. Questo anche per evitare il dilagare di ambigue offerte di individui che potrebbero esser legati alla tratta di esseri umani (soprattutto per la prostituzione). Previsto dall’Ue un piano per combattere questa piaga, i Ventisette hanno deciso la mobilitazione della rete Ue per la lotta al crimine organizzato (Empact). La Commissione sta inoltre preparando linee guida per l’accoglienza dei minori non accompagnati. Sul fronte dei finanziamenti, la richiesta di Polonia e Germania di un contributo pari a 1.000 euro a profugo non ha trovato per ora riscontro, la Commissione studierà fondi aggiuntivi. Tra gli altri punti, infine, il sostegno alla Moldavia, non in grado di reggere la pressione di 300.000 profughi. (Giovanni Maria Del Re - Avvenire)

Guerra all’infanzia: chi perde di più, al fronte e nei luoghi di rifugio

28 Marzo 2022 - Roma - Un bambino è l’esatto opposto della guerra. Vitalità piena contro la morte. E la guerra dovrebbe restare quanto di più lontano rispetto ai bambini, non dovrebbe toccarli mai. E invece succede sempre. Ogni volta che scoppia, ovunque, la guerra si accanisce contro i civili e, tra loro, sono i bambini a soffrire di più. Quando non viene recisa la loro stessa vita, la devastazione del loro Paese – materiale, morale, sociale, economica – ruberà loro le opportunità e i mezzi per coglierle, a partire dal diritto allo studio, e spezzerà il loro futuro. Le privazioni del tempo di guerra potrebbero pregiudicare la loro crescita irrimediabilmente. Nel migliore dei casi, avranno davanti un’esistenza intera per fare i conti con gli spettri della perdita e del distacco. Lo sperimentano oggi i piccoli ucraini. Le Nazioni Unite contano oltre cento bambini rimasti feriti dall’inizio dei combattimenti. E 78 piccole vittime, solo tra quelle che l’ONU ha potuto confermare. Le fonti ucraine rendono un conto che cresce inarrestabile, di già oltre 130 bambini uccisi. Sconvolge ma non sorprende, in una guerra che ha rivelato una ferocia particolare contro le istituzioni civili e i luoghi della vita quotidiana. Chi uccide le persone in fila per procurarsi l’acqua o in fuga attraverso i corridoi umanitari, chi distrugge i teatri – anche quando, nel frattempo, sono diventati un rifugio per chi ha perso la casa sotto le bombe – non si ferma neanche davanti a scuole e reparti di maternità. I bambini sono stati dall’inizio nell’occhio di questa guerra. E anche per questo, voci insistenti si levano oggi ad accusare chi la conduce di crimini di guerra. Mentre la diplomazia stenta, i cessate il fuoco, quand’anche concessi, restano largamente ineffettivi e la difesa, pur coraggiosa, non può garantire protezione, l’unica strada per la sicurezza, al momento, è quella che porta fuori dalle città sotto attacco. Dei sette milioni e mezzo di bambini ucraini, la metà (4,3 milioni) già si trova costretta lontana dalla propria casa. Quasi due milioni hanno lasciato il Paese, nell’esodo infantile più imponente dalla Seconda guerra mondiale. Si può immaginare una categoria più vulnerabile? Quando non sono completamente soli – orfani di ieri e di oggi o spinti in salvo, almeno loro, dalle famiglie disperate – questi bambini viaggiano spesso con la sola mamma. Indifesi e traumatizzati, nei Paesi in cui giungono si ritrovano esposti ad ogni genere di insidia. Associazioni e organizzazioni, comprese UNICEF e UNHCR, chiamano gli Stati di accoglienza ad un’azione coordinata per proteggerli: il primo passo è tracciarli, contandoli e identificandoli quando fanno ingresso nel territorio nazionale. Poi occorre elaborare una strategia di gestione, come l’affidamento ad un tutore. Non dimenticando che la delicatezza della materia richiede un bilanciamento attentissimo tra i mille profili in gioco, comprese la temporaneità – in cui vogliamo continuare a sperare – della permanenza dei bambini lontano da casa e l’opportunità, anche nel frattempo, di organizzare il ricongiungimento con le loro famiglie. Dei piccoli profughi ucraini giunti in Italia – già oltre 25.000 bambini, di cui 277 minori non accompagnati coinvolti nel circuito di accoglienza dedicato – ha parlato la ministra dell’interno Luciana Lamorgese alla Camera dei deputati. Ora il Governo si impegna a non tradire l’aspettativa di pace che li ha spinti fin qui. Sono ospitati in famiglie e strutture dove nulla mancherà loro, in 5.000 si stanno già inserendo nel sistema scolastico. Nella speranza che sia per poco e che, nell’attesa di ricucire la loro normalità, di tornare nel mondo abbandonato dei loro affetti, dei loro giochi, dei loro studi, questi bambini trovino in Italia la salvezza e almeno un po’ di serenità. (Livia Cefaloni)

Ucraina: cira 74mila i profughi giunti in Italia

28 Marzo 2022 -
Roma - Sono complessivamente 73.898 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte finora in Italia, 71.043 delle quali alla frontiera e 2.855 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Lo rende noto il Ministero dell'Interno. Nel dettaglio 38.068 sono donne, 6.959 uomini e 28.871 minori. Le città di destinazione dichiarate all'ingresso in Italia continuano a essere Milano, Roma, Napoli e Bologna. Rispetto a ieri, l'incremento è di 1.958 ingressi nel territorio nazionale.

Ucraina: Onu, 40mila gli ucraini fuggiti nelle ultime 24 ore

28 Marzo 2022 - Roma - Sono poco più di 40.000 i rifugiati sono fuggiti dall'Ucraina nelle ultime 24 ore, portando il numero totale di persone che cercano di sfuggire dai combattimenti scatenati dall'esercito russo il 24 febbraio a quasi 3,9 milioni (3.862.797), secondo il conteggio delle Nazioni Unite pubblicato oggi. Dal 22 marzo il flusso di profughi - scrive l'Ansa - è notevolmente rallentato, anche se la cifra si avvicina ai quattro milioni che l'Unhcr prevedeva all'inizio del conflitto. In totale sono più di dieci milioni le persone che hanno lascoiato l'Ucraina attraversando il confine per trovare rifugio nei paesi vicini o trovando rifugio altrove. L'Onu stima che il numero di sfollati interni sia di quasi 6,5 milioni.

Ucraina: papa Francesco, guerra “bestiale”, “barbara”, “sacrilega”

28 Marzo 2022 - Città del Vaticano - Ancora un forte appello alla pace e un no alla guerra che non porta da nessuna parte. Papa Francesco, al termine della preghira dell'Angelus, ieri mattina, ha definito la guerra "bestiale", "barbara", "sacrilega". "E' passato più di un mese dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina- ha detto -  dall'inizio di questa guerra crudele e insensata che come ogni guerra rappresenta una sconfitta per tutti, per tutti noi". Il Papa  evoca anche lo spettro di un conflitto globale che potrebbe essere, nel caso dell'utilizzo di armi nucleari, senza ritorno. "Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l'umanità comprenda che è giunto il momento di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell'uomo prima che sia lei a cancellare l'uomo dalla storia". Da qui la preghiera affinché ogni responsabile politico rifletta su questo e si impegni,"guardando alla martoriata Ucraina, di capire come ogni giorno di guerra peggiora la situazione per tutti". "Perciò rinnovo il mio appello: basta, ci si fermi, tacciano le armi, si tratti seriamente per la pace". La guerra è "luogo di morte, dove i padri e le madri seppelliscono i figli, dove gli uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono". Il pensiero di papa Franceso va soprattutto ai bambini: metà di loro sono già usciti dall'Ucraina. "Questo vuol dire - ha detto - distruggere il futuro, provocare traumi drammatici nei più piccoli innocenti". "Proprio due anni fa - ha ricordato lui stesso all'Angelus - da questa piazza abbiamo elevato la supplica per la fine della pandemia. Oggi l'abbiamo fatto per la fine della guerra in Ucraina". E come per la prova della pandemia anche oggi, con le bombe che devastano un Paese nel cuore dell'Europa, papa Francesco torna ad indicare che non se ne può uscire senza cambiare, tutti, profondamente. "La guerra non può essere qualcosa di inevitabile. Non dobbiamo abituarci alla guerra, dobbiamo invece convertire lo sdegno di oggi nell'impegno di domani perché se da questa vicenda usciremo come prima saremo in qualche modo tutti colpevoli". E per questo "c'è bisogno di ripudiare la guerra".

Ucraina: circa 70mila i profughi arrivati in Italia

25 Marzo 2022 - Roma - Sono complessivamente 69.154 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte finora in Italia, 66.544 delle quali alla frontiera e 2610 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Nel totale prevalgono donne, 35.577, e minori, 27.311, mentre gli uomini sono 6.266. Le città di destinazione dichiarate all'ingresso in Italia continuano a essere Milano, Roma, Napoli e Bologna. Rispetto a ieri, fa sapere il Viminale - l'incremento è di 1.269 ingressi nel territorio nazionale.

Ucraina: cinquemila ragazzi ucraini a scuola

25 Marzo 2022 -

Roma - Sono saliti a quota 67mila i profughi in fuga dal conflitto in Ucraina arrivati in Italia: 36mila donne, 26mila bambini, 5mila uomini. Dati forniti ieri dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, prima intervenuta in videoconferenza all’assemblea nazionale delle Autonomie locali italiane e poi nel corso un question time in Parlamento. Per la prima volta da inizio marzo, si registra un «decremento» del flusso: «Rispetto ai 3mila-4mila arrivi quotidiani, ne sono arrivati 1.600 – osserva Lamorgese –. Un dato riscontrato anche da altri colleghi europei». Ciò non toglie «che se venissero attaccate città come Odessa e Leopoli, i flussi riprenderebbero in maniera massiccia». Le istituzioni lavorano per irrobustire la macchina dell’accoglienza. «Finora – conferma Lamorgese – si è fatto molto ricorso a situazioni d’accoglienza abitativa da parte dei privati, in particolare parenti o amici ucraini, che hanno rappresentato l’elemento catalizzatore in questa fase». Ma, ragiona il ministro, occorre «lavorare in piena sinergia. Noi faremo una semplificazione e un rafforzamento del sistema, cercando di sollecitare gli attori locali proprio per dare un impulso ulteriore di posti da inserire, soprattutto nella rete Sai». Il Viminale ha ampliato nei giorni scorsi i posti disponibili nella rete dei centri Cas e nel sistema Sai, «però se pensiamo agli 8 milioni di profughi che hanno lasciato l’Ucraina, qualunque numero sarebbe insufficiente».

Al momento, i bambini ucraini in entrata in Italia sono quasi tutti accompagnati da un genitore o da parenti di fiducia. «Nel circuito dell’accoglienza, sono inseriti 277 minori non accompagnati – ha detto la titolare del Viminale –, di cui 192 presso famiglie autorizzate dal tribunale dei minorenni e 82 presso strutture parimenti autorizzate ». Occorre «un completo censimento del fenomeno », incrementando i controlli alle frontiere «per evitare zone d’ombra che favoriscano interessi e traffici criminali».

Non è stato ancora pubblicato il decreto di recepimento della direttiva europea che accorda la protezione temporanea (un anno a decorrere dal 4 marzo 2022) alle persone sfollate dall’Ucraina «a partire dal 24 febbraio incluso» (sia residenti di nazionalità ucraina che apolidi e cittadini di Paesi terzi che beneficiavano di protezione internazionale prima di quella data) e ai loro familiari. Secondo fonti parlamentari, il provvedimento fino a ieri era ancora all’esame della Ragioneria dello Stato per la valutazione delle coperture previste.

Al momento, sono oltre 5mila i minori che hanno avuto un primo contatto con le istituzioni scolastiche e per i quali c’è stata «una prima forma di inserimento e integrazione nel nostro Paese». Ieri, in una riunione in videoconferenza tra governo, Regioni, Anci e Unione delle province, si è discusso della questione dei minori non accompagnati, dell’inserimento scolastico e dell’assistenza sanitaria (vaccinazioni anti Covid comprese). Oltre a Lamorgese, c’erano i ministri della Salute, Roberto Speranza, dell’Istruzione Patrizio Bianchi, e degli Affari regionali Mariastella Gelmini, il il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il capo dipartimento per l’Immigrazione Francesca Ferrandino. «Molti minori parlano solo ucraino, perciò devono essere inseriti nei circuiti scolastici mediatori culturali che facciano da ponte coi ragazzi», considera il ministro Lamorgese. Un problema segnalato in diverse città. «C’è difficoltà a reperire mediatori per cui, in mancanza di un coordinamento da parte dei servizi sociali, ci si muove solo tramite volontariato e il passaparola», segnalano le sezioni di Roma e del Lazio dell’associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio a Comune, Regione e ministero dell’Istruzione. (Vincenzo R. Spagnolo - Avvenire)

Ucraina: a Ferrara giostre per ragazzi e bambini profughi

25 Marzo 2022 - Ferrara – Giostre gratuite per i bambini ucraini arrivati in questi giorni a Ferrara. L'iniziativa, nel pomeriggio di oggi, è della storica famiglia Da Ronche. Ai bambini saranno offerti caramelle, zucchero filato, pop corn e saranno distribuiti palloncini. Sono attesi circa 120 bambini e ragazzi che già hanno dato la propria adesione alla responsabile del progetto per la comunità ucraina Olha Boshtan. Le giostre sono previste per i bambini fino a otto anni. Alcuni volontari ed esponenti di associazioni daranno il proprio contributo per far trascorrere a tutti un pomeriggio di divertimento. Sarà presente anche l'amministrazione.

Ucraina: da oggi su Rainews24 il primo tg italiano in ucraino

25 Marzo 2022 - Roma - Aggiornamenti sulla guerra e altro nell'edizione, in lingua ucraina, da oggi su Rainews24. Per cinque minuti, dalle ore 15, verrà mandato in onda un notiziario nella lingua dei rifugiati che hanno trovato riparo nelle ultime settimane in Italia e in altri Paesi. Nella parte conclusiva la trasmissione prevede un punto sulla situazione militare e sui contatti internazionali delle ore precedenti affidato a una giornalista o un giornalista della redazione Esteri. "La scelta compiuta dalla Rai risponde a un' esigenza nuova che si pone in questa fase per il servizio pubblico", ha affermato l' Amministratore Delegato della Rai Carlo Fuortes. "Il canale dell' Azienda riservato all' informazione 24 ore su 24 aggiunge un altro importante contributo alla conoscenza della realtà per la quale sono con grande impegno al lavoro inviati, corrispondenti e giornalisti delle redazioni di Tg1, Tg2, Tg3, del giornale radio e del sito www.rainews.it", ha detto Fuortes.