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Rom e sinti: le attività dell’associazione 21 luglio in tempo di Covid 19

1 Aprile 2020 - Roma - #NOINONCIFERMIAMO. Questo il nome di una campagna promossa dall’Associazione 21 Luglio imoegnata a fianco di rom e sinti. “No, noi non ci fermiamo”, spiegano all’associazione: perché anche nel corso della crisi generata dal Covid 19, “nessuno deve essere lasciato solo, ora più che mai. Tutti insieme stiamo continuando a lavorare impegnando energie e risorse, vogliamo fare la nostra parte mettendo in campo i servizi che forniamo da anni e anche di più”. Tante le iniziative. Ne citiamo alcune. E’attivo un servizio di raccolta beni di prima necessità per bambini nella fascia di età tra gli 0 e i 3 anni con la raccolta di pannolini, latte in polvere, omogeneizzati: tutto ciò che occorre per il sostentamento di bambini che vivono in emergenza abitativa. “Stiamo – spiegano - consegnando alimenti alle famiglie che vivono presso le baraccopoli della città di Roma. Sono state create, inoltre, per le mamme dei bambini, gruppi whatsapp attraverso cui “restiamo in contatto con loro per dispensare consigli, ascoltare i disagi, dare sollievo nei momenti più duri, inviare attività da realizzare con i propri figli durante le ore trascorse in casa”. Per i bambini più grandi è stato attivato un servizio che consente di ascoltare fiabe in lingua italiana e in lingua romanes. Si chiama “Fiabe al telefono”: quattro pomeriggi a settimana, chiamando il numero 3884623209 è possibile ascoltare una o più fiabe registrate dagli operatori che regalano momenti di spensieratezza, di evasione. Vengono anche forniti assistenza nella continuità scolastica mettendo a disposizioni dei bambini che vivono in emergenza abitativa accessi alla rete internet così da potersi collegare con le piattaforme progettate dalle scuole. “È importante per noi che nessuno dei bambini si senta escluso e resti indietro nel programma scolastico. In collegamento con i loro cellulari supportiamo i bambini nelle ore di studio”. “ Vogliamo – spiegano gli operatori dell’associazione 21 Luglio - che la quotidianità dei ragazzi non venga snaturata e che per quanto possibile continuino le attività e gli impegni avviati in questi mesi prima dell’emergenza Covid19. Per questo abbiamo creato dei video tutorial con lezioni di break dance realizzati dal nostro maestro Gerardo e disponibili sulla piattaforma on line all’interno del progetto “Amarò foro”. Ogni sabato pomeriggio, attraverso la creazione di un gruppo whatsapp con i ragazzi del quartiere Tor Bella Monaca, avviamo la proiezione di un film, lo guardiamo insieme e poi ne commentiamo la trama ascoltando le loro impressioni, le loro idee. È un modo per non farli sentire soli e continuare a svolgere le attività comuni che in questo periodo sembrano straordinarie”. In ambito scolastico continuano le attività all’interno dell’I.C. “Giovanni Palombini”, con un lavoro che mira a raggiungere circa 25 classi tra materna, scuola primaria e secondaria. Attraverso la creazione di “classi virtuali”, i “nostri educatori rafforzano la collaborazione con gli insegnanti e la co-progettazione di moduli specifici di supporto alla didattica. Diventano on line i laboratori di coding, teatro e progettazione partecipata realizzati dai nostri partner. Forniamo supporto scolastico individualizzato a bambini che vivono condizioni di disagio. I nostri operatori creano un ponte tra famiglia e scuola per garantire un lavoro diretto e dare assistenza anche tecnologica e economica grazie alla fruizione di schede internet necessarie al collegamento in rete. Stiamo lavorando, inoltre, per garantire il proseguimento dei percorsi di empowerment della comunità, rafforzando il lavoro di rete con i nostri partner e utilizzando nuovi strumenti di comunicazione e supporto a necessità specifiche”. “Resta a casa, alla spesa ci pensiamo noi” è lo slogan per gli anziani rom e sinti: “abbiamo avviato un servizio di ritiro spesa presso i supermercati del quartiere Tor Bella Monaca, periferia est della città e consegna presso il domicilio (davanti la porta) di persone anziane con un’età superiore ai 70 anni. Il servizio, nel rispetto delle norme di sicurezza, è attivo dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 12.00”. L’associazione ha anche mappato, con interviste telefoniche e visite alle baraccopoli sempre nel pieno del rispetto delle norme di sicurezza, la condizione di chi vive in emergenza abitativa. Nelle baraccopoli della Capitale “mancano i servizi, manca l’assistenza sanitaria, manca l’informazione necessaria per contrastare il contagio”, spiegano: “è per questo che a gran voce, abbiamo lanciato un appello alla sindaca Virginia Raggi e al Prefetto Pantalone perché vengano attivate misure urgenti finalizzate a tutelare il diritto alla salute, alla continuità scolastica”. Inoltre una campagna di raccolta fondi per sostenere le spese da effettuare per acquistare generi alimentari di prima necessità da consegnare, con le dovute misure di sicurezza, presso le baraccopoli romane. “Stiamo fornendo supporto a famiglie che si trovano in estrema difficoltà e sono allo stremo delle loro possibilità economiche e non solo”. Per info https://www.21luglio.org/emergenza-covid-19-noinoncifermiamo/

R.Iaria

   

Mons. Russo: le iniziative della Chiesa Italia

1 Aprile 2020 - Roma - “In questo momento vorrei rivolgere un pensiero grato a tutti i nostri media che, in forme diverse e secondo le specificità di ciascuno, stanno tessendo il filo delle comunità. Porto nel cuore quanto mi hanno scritto diversi settimanali diocesani in questi giorni: le nostre pagine sono diventate un necrologio continuo. Avverto la sofferenza che arriva dai territori, a tutti assicuro la vicinanza della Chiesa italiana. Grazie!”. A parlare è mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, nei giorni che precedono la Settimana Santa che quest’anno sarà vissuta da un intero Paese in quarantena: “Ricordo che la prossimità della Chiesa in Italia si esprime ugualmente attraverso segni concreti. In particolare, abbiamo promosso due sottoscrizioni di raccolta fondi: Sostegno alla sanità ed Emergenza coronavirus, con Caritas italiana”. Eccellenza, la Chiesa italiana si è mossa fin dai primi momenti per fronteggiare la pandemia anche sul piano dell’assistenza caritativa e solidale stanziando oltre 16 milioni di euro. Decine di diocesi in tutta Italia stanno mettendo a disposizione le loro strutture per la Protezione civile, i medici e le persone in quarantena… È una geografia della carità in continuo aggiornamento. Le diverse iniziative sul piano dell’assistenza caritativa e solidale sono tutte mosse dalla certezza che nel volto sofferente dei nostri fratelli è presente Cristo. È una certezza che viene dal Vangelo di Matteo: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…”. Parole che sono riferimento imprescindibile per le nostre azioni. Nella situazione attuale, in cui sono messe a nudo tutte le nostre certezze, riscopriamo il senso e il valore della prossimità, della cura, della relazione… In una parola: della carità, sempre silenziosa, ma operosa. La Chiesa, senza rumore e megafono, continua a sostenere in maniera corresponsabile medici, operatori sanitari e malati. È un ritorno dell’attenzione e generosità che tanti cittadini, ogni anno, rivolgono con la destinazione dell’otto per mille alla Chiesa cattolica. Il Sistema sanitario è in forte difficoltà e anche la sanità cattolica sta facendo la sua parte. La Cei sostiene le strutture sanitarie in vari modi. In risposta ad alcune delle tante situazioni di necessità in sanità, la Conferenza episcopale italiana – raccogliendo il suggerimento della Commissione episcopale per la carità e la salute – ha stanziato finora 6 milioni di euro, in due tranche da 3 milioni, provenienti dall’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. Il primo contributo, del 24 marzo, raggiunge la Piccola Casa della Divina Provvidenza del Cottolengo di Torino, l’Azienda ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase, l’Associazione Oasi Maria Santissima di Troina, nei pressi di Enna, e l’Istituto Ospedaliero Poliambulanza di Brescia. Il secondo, del 30 marzo, va a beneficio della Fondazione Policlinico Gemelli, dell’Ospedale Villa Salus di Mestre, dell’Ospedale Generale Regionale Miulli di Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari. È stata inoltre aperta una raccolta fondi, che sarà puntualmente rendicontata e che potrà aiutare altre realtà. Con la sospensione delle attività scolastiche, anche le scuole paritarie attraversano una fase di crisi. Cosa si aspetta dalla politica? La Segreteria Generale della Cei ha rappresentato più volte al ministero dell’Istruzione la situazione drammatica vissuta dalle scuole paritarie. A nome di tante famiglie, di insegnanti che sono senza stipendio e di strutture che, stante così le cose, a settembre difficilmente potranno riaprire – con un danno oggettivo per il bene comune – si sono presentate alcune richieste essenziali, chiedendo a voce e per iscritto che l’appello venga raccolto. Ci aspettiamo che questo passo possa essere fatto. Sono tanti i sacerdoti che hanno perso la vita, molti di loro per adempiere a pieno i doveri del ministero. Cosa si sente di dire per tutti loro? Tutti i nostri sacerdoti sono sempre vicini alla gente, fedeli alla vocazione fino alla fine, vivono con le proprie pecore, come ripete spesso Papa Francesco. Lo sono così tanto che, proprio in questa circostanza, hanno condiviso anche la malattia e, purtroppo, in molti casi, la morte. Li ricordiamo prima di tutto per fare memoria della loro vita, delle loro opere, di quanto hanno lasciato nei cuori di chi li ha conosciuti. I media cattolici, e non solo, hanno onorato questi fratelli celebrando esistenze spese per il prossimo. Molti erano missionari, tornati in Italia dopo una vita tra i più poveri del mondo; altri erano preti diocesani, alcuni di questi a riposo – ma un sacerdote va mai veramente in pensione? – dopo aver visto crescere generazioni di fedeli, spesso in parrocchie piccole, dove ci si conosce tutti come una famiglia e dove in tanti li hanno pianti, unendoli ai lutti personali. Anche questo ci dice del prezioso mandato dell’essere comunità; un mandato che ci porta ad interpretare il nuovo che abbiamo davanti e ad assumere quindi anche nuove modalità di essere Chiesa. Ci aspetta una Settimana Santa “senza concorso di popolo”. Che Pasqua sarà? Sarà sicuramente una Pasqua diversa: la storia che stiamo vivendo ci pone dinanzi questa realtà, inedita per tutti. La Settimana Santa apre al cuore della nostra fede; per questo, anche se le ristrettezze del momento presente ci mettono a dura prova, non dimentichiamo che siamo in cammino verso la Resurrezione. Ed è proprio questo orizzonte ad aiutarci a vivere al meglio il tempo pasquale. Siamo a casa, ma non siamo soli! Invito tutti a riscoprire il senso pieno di ciò che, purtroppo, quest’anno non potremo vivere insieme, per fare festa tutti insieme quando sarà possibile. E quella festa, che sarà la Pasqua di tutti noi, sarà anche momento di conforto per quanti ci hanno lasciato e per i loro familiari. Ripeto: non siamo soli! Da Nord a Sud, si moltiplicano le messe in streaming, gli accompagnamenti spirituali a distanza e le persone si incontrano sui social per fare comunità. Tanti sacerdoti sperimentano modalità nuove per le celebrazioni e l’accompagnamento dei fedeli. Come valuta questa inattesa stagione ecclesiale? C’è un grande senso di appartenenza che sta sempre più emergendo. Le varie iniziative sono una risposta a un desiderio profondo di comunità. È alle domande della nostra gente bisogna, in qualche modo, rispondere. È ciò che ci ha mossi, come Segreteria Generale, nel progettare chiciseparera.chiesacattolica.it, un ambiente digitale che rilancia le buone prassi messe in atto dalle diocesi, offre contributi di riflessione – a partire da lettere, messaggi e video dei vescovi -, condivide notizie e materiale pastorale. Viviamo una stagione di grande creatività, che ci permette di guardare oltre l’emergenza. E in quell’oltre non possiamo non essere sostenuti dalla speranza, alimentata dalla fede e dalla carità. Quando tutto sarà finito, avremo modo di riflettere su quanto vissuto, non dimenticando che siamo in una situazione eccezionale. E che non possiamo fare a meno dell’incontro fraterno che da sempre ci caratterizza. (Riccardo Benotti - Sir)

Migrantes Sessa Aurunca: raccolta alimentare per famiglie migranti

1 Aprile 2020 - Sessa Aurunca - A Mondragone, nella diocesi di Sessa Aurunca, il Consultorio diocesano “Giovanni Paolo II – polo Mondragone” e l’ufficio Migrantes, in rete con la parrocchia di San Nicola e la Croce Rossa italiana, hanno lanciato una raccolta straordinaria di generi alimentari e di igiene per bambini a favore delle famiglie di migranti della comunità di Pescopagano. In osservanza delle attuali norme governative e delle ordinanze sindacali, dalle ore 11 alle 12 e dalle ore 16 alle 17 del 26 marzo, “simpaticamente si passava con l’auto e si lasciava il ‘dono’ nel punto di raccolta all’esterno dei locali della parrocchia di San Nicola e da lontano, un sorriso velato dalla mascherina, un saluto con una mano guantata, esprimevano l’amore solidale – racconta il presidente del Consultorio diocesano, don Ferdinando Iannotta -. Ognuno silenziosamente, proprio come il seme che con forza vuole germogliare nonostante la coltre di ‘gelo’ calata sull’umanità da questo coronavirus che limita sì il gesto, ma non l’amore che è la forza della vita”. I generi alimentari e i prodotti di prima necessità sono stati poi consegnati alle famiglie dalla Croce Rossa italiana.  

Mci Romania: anche nel tempo del coronavirus non si ferma la “missione”

31 Marzo 2020 - Bucarest - Purtroppo anche qui in Romania la situazione si sta aggravando. Mancano i presidi sanitari e i posti letto nelle varie terapie intensive sono nettamente insufficienti. Il governo, quasi settimanalmente, emana decreti che puntano alla limitazione della circolazione delle persone ricorrendo anche ad ammende davvero alte: il minimo supera già lo stipendio medio mensile. Sono stati coinvolti i militari, sia per limitare la circolazione, che per garantire l'adempimento delle misure prese e anche per montare in diverse città ospedali da campo. Il ritorno di migliaia di romeni dagli altri stati dell'Unione Europea ha complicato ulteriormente la situazione. Infatti vi sono già stati molti casi accertati dove il contagio del virus è stato causato proprio da alcune di queste persone. Alcune compagnie aeree, grazie al lavoro fatto in collaborazione tra la Farnesina, i nostri diplomatici e le autorità locali, con dei voli speciali stanno riportando in Italia molti nostri connazionali che, per vari motivi, si trovavano e/o si trovano ad essere presenti in Romania. La stessa cosa accade per coloro che desiderano dall'Italia tornare in Romania per continuare a gestire le loro attività create sul territorio romeno o per ricongiungersi con i loro famigliari. Sono numerosi gli studenti italiani che frequentano le università romene: le stime parlano di circa 10.000 giovani e molti,  o non sono rientrati in Romania dopo la vacanza post sessione, oppure sono rientrati in Italia con i suddetti voli. Mi permetto di segnalare come un buon numero di essi, soprattutto studenti di medicina, sono voluti rimanere per dare una mano alla sanità rumena e a loro va tutto il nostro plauso. Il plauso va anche a tutti quegli italiani che, sia come ditta che come singole persone, volontariamente, si sono organizzati per venire incontro alle necessità di altri italiani o dei romeni stessi. Per quanto riguarda le missioni cattoliche posso segnalare che, a breve, dovremmo riuscire nuovamente ad inviare tramite posta elettronica il nostro strumento di comunicazione storico Adeste e che comunque, con la dicitura “Adeste Comunità Italiana in Romania”, è diffuso tramite Facebook. Presso la missione cattolica di Iasi, sempre tramite Facebook, è stata creata una parrocchia virtuale chiamata “Parrocchia Cattolica Italiana Virtuale Iasi” che trasmette, tra l'altro, anche l'omelia domenicale scritta dal nostro missionario don Alessandro Lembo. Entrambe le iniziative sono curate, fin dall'inizio, da Pietro Marchettini che, in modo particolare in questo periodo, sta dedicando notevoli energie per curare appunto sia Adeste che la parrocchia Virtuale. Accanto a questo abbiamo dato vita a dei gruppi Whatsapp per poter facilitare i contatti interpersonali e trasmettere, in modo più capillare e immediato, messaggi di natura pastorale e spirituale tra coloro che partecipavano normalmente alle iniziative pastorali nonché alla Santa Messa. Sono nati quindi i gruppi: Comunità Cattolica Alba Iulia; Comunità Cattolica Cluj; Comunità Cattolica Timisoara; Comunità Cattolica Bucarest. I partecipanti a tali gruppi stanno aumentando e raggiungono anche persone che, a causa della distanza oggettiva, non riuscivano a partecipare alle liturgie o alle iniziative organizzate dalle missioni.  A questo proposito, la missione di Iasi, usa come strumento, tramite Facebook, la Parrocchia Virtuale. Un'altra iniziativa è legata alla trasmissione della Messa domenicale delle 11:15 tramite youtube. La prima Messa  è stata celebrata e quindi trasmessa, dalla Cappella del Centro Don Orione di Voluntari, domenica 29 marzo  e si continuerà fino a che i nostri missionari potranno riprendere a celebrare la Messa nelle loro chiese. Si continua, sempre tramite gli strumenti offerti dalla rete, a preparare, bambini, ragazzi e adulti ai sacramenti dell'iniziazione cristiana e agli altri sacramenti. Preghiera, Prudenza, Positività e "Ave Maria e avanti!". (don Valeriano Giacomelli – Delegato Mci Romania)  

A Lugano, ai tempi del Coronavirus

31 Marzo 2020 - Lugano - E ti ritrovi con le spalle al muro. Certo, mura di casa. Ma sempre di muri si tratta. Ti ritrovi con la realtà delle cose. Con ciò che è giusto e quello che non lo è ancora. In una società frenata dalle circostanze. Che esiste, consuma, ma che si sfugge e non progetta nulla. Mi ritrovo a pensare alla vita. Alle occasioni perse. Ai traguardi da raggiungere. Ai sogni che ormai è meglio lasciare dove si trovano. Nelle pochissime occasioni per avvicinare la realtà, trovo un mondo pietrificato. Immobile nelle sue illusioni e nei suoi desideri, nel suo necessario e nel suo superfluo. Cammino in città, tra file di negozi chiusi. Guardo le vetrine. Sorrido alle novità di una primavera che quest’anno non potrò vivere. Quando i commerci riapriranno, tutta questa merce diventerà inutile con l’arrivo della nuova stagione, quale che sia. Perché ho capito che merce è, e merce rimane. Altro che appagante esperienza di acquisto. Potessi anche acquistarla tutta e subito, non saprei cosa farmene. Passo i giorni a rovistare nei cassetti. A scoprire il necessario e il superfluo. Penso a tutte le volte che ho acquistato qualcosa d’inutile e di cui ora non so proprio cosa fare. A domandarmi cosa ho provato quando l’ho comprata, e se una prossima volta ci cascherò ancora. No, lo prometto: la prossima volta non comprerò più senza pensare. Cammino per le strade deserte. La gente si evita. Cerco di abituarmi a una quotidianità costretta alla pura sopravvivenza, bloccata. Si ha un bel dire che questo è il vivere dei giorni nostri. Non è vero, lo so. Allora comincio a immaginare cosa accadrà quando ci diranno che siamo liberi, che si torna come prima. A sognare come sarà il ritorno al futuro. Lo prometto. Non farò gli stessi errori. Acquisterò e vivrò nel modo necessario ai miei bisogni, quelli di cui ho vissuto in queste lunghissime settimane. Sognerò quanto basta, senza ambizioni impossibili. Darò più valore al quotidiano, al dialogo con gli altri. Non dimenticherò quello che ho riscoperto essermi veramente indispensabile. Ho imparato a non affidare alla tecnologia il monopolio della mia conoscenza e del mio destino. Ho imparato che è inutile poter raggiungere il mondo intero se ora non posso incontrare nessuno. Lo capisco oggi, quando la nostra esistenza è a rischio, quando l’isolamento è diventato un valore sociale, ora che siamo tutti invitati a non frequentarci, a parlare attraverso un vetro, e farcelo bastare. Darò più valore al mondo e al modo in cui ho vissuto e vivrò. Darò più valore a incontrare gli altri. A condividerne socialità, esigenze e cultura. La mia nuova disponibilità verso il mondo esterno mi aiuta a dimenticare la solitudine di oggi. Attendo di tornare a vivere come la persona diversa che sto diventando. Allora non mi opprime più il muro domestico che adesso pesa sulle mie spalle e segna il confine della libertà. Mi scosto da questa barriera di pietra fredda e inerte. Apprezzo il valore dei miei pensieri, felice di sapere che tra breve torneranno a guidare il destino della nuova persona che sarò. In quelmomento, veramente, sì: andrà tutto bene. (Andrea De Grandi – Corriere degli Italiani)

Migrantes e Ass. Ercolini a fianco dei Rom

31 Marzo 2020 - Roma - L'associazione Ercolini di don Orione, fondata nel 2004 dall’attuale vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D'Ercole, sostiene diversi nuclei Rom in questa emergenza del coronavirus. Purtroppo i diretti interessati – dice Salvatore Paddeu dell’Associazione - sono bloccati nelle loro abitazioni e non possono svolgere i modesti lavori che li consentivano di sostenere le spese quotidiane. Ad esempio Zineta non può recarsi a pulire la Chiesa di Prima Porta come da tempo si era accordata col parroco. In grave difficoltà anche ìDilan, che vive con la sua famiglia in un borgo vicino Latina che “non può svolgere i suoi lavori, agricolo la mattina e aiuto chef nelle ore serali”. “A parte il minimo sostegno economico, siamo – aggiunge Paddeu - per loro un punto di riferimento. Ci chiamano spesso per esser aggiornati sulla triste realtà e inoltre cerchiamo di essere per loro di conforto”. “Migrantes – conclude - continua a sostenere le nostre attività a conferma dell'importante ruolo di coordinamento strategico in un momento molto delicato che trova tutti noi inermi e speranzosi nella Divina Provvidenza”.

La vita al Parcolido di Ostia al tempo del corinavirus

30 Marzo 2020 - Roma – Dà una nota di malinconia vedere i cancelli chiusi del “parcolido” sia dalla parte dei bambini con la sala compleanni e tante giostrine e giochi dove lavora Dezia, figlia di Gino Pugliè, sia quella dei grandi dove abbiamo il nostro stand… Anche il “Paradiso dei bambini” di fronte a noi, di Masci, sempre pieno di bimbi è vuoto e chiuso . E così al porto di Ostia, a Torvaianica, a Napoli, a Milano…in tanti quartieri di Roma e in tutta l’Italia, la Spagna, la Francia ecc. Quanti amici condividono le loro preoccupazioni telefonandoci! Anche del circo. Quanti si trovano in posti lontani dalla loro residenza ed hanno tantissimi problemi, cominciando dal cibo…! Don Mirko Dalla Torre, Monica e Flaviano Ravelli della Migrantes, e gli altri nelle varie regioni, Maurizio Crisanti dell’Anesv ed Antonio Buccioni dell’Ente Nazionale Circhi, Gino Pugliè della Confesercenti e tanti della Caritas sono sulla breccia…e cercano di dare una mano. Qualche eco arriva anche a noi e cerchiamo di fare da tramite soprattutto con la Croce rossa e con le varie Caritas. Dal momento che non possiamo uscire ci teniamo in stretto contatto telefonico con tantissimi amici.Ci danno notizie, ci inviano con whatsApp messaggi, video, notizie, foto; ci confidano le loro paure e le loro speranze, ci raccontano la loro emozione davanti al papa in una piazza san Pietro vuota, sotto la pioggia, in preghiera, collegato col mondo intero, venerdì scorso. La nostra è una piccola comunità di una decina di famiglie. Piccole casette di legno, carovane…è un piccolo mondo che vibra con tutta l’Italia. Molti hanno parenti in Romagna, in Veneto, in Toscana, in Umbria, nelle Puglie, in Sardegna… Ma anche in Francia e in Inghilterra. La sofferenza di essere lontani è grande. Qui ci diamo una mano. I nostri amici non vogliono che usciamo, perché vista la nostra età siamo più a rischio. Alessia e Fabrizio si presentano in carovana col foglietto e la penna per scrivere ciò di cui abbiamo bisogno e fanno la spesa anche per noi. Il piccolo Oscar pittura un po’ tutto e per aiutarlo a non mettere pittura dovunque prestiamo pennarelli, disegni, cartoncino, pezzi di legno…A volte Emma, la cugina più grande o Asia, giocano con lui e fanno qualcosa insieme… E i grandi lodano i…suoi capolavori. Ogni tanto vediamo la piccola Elisa, nata meno di un mese fa, sorella di Emma, nipotine di Ginetto e Giannina.. E’ la gioia della vita. Epifania e Lionella hanno cucito a macchina per tutti noi del Parcolido le mascherine necessarie per uscire. Anna Amelia ha stampato i fogli per le autocertificazioni e tanti disegni per Oscar…. Massimo e Valerio finiscono i lavori della loro carovana e nello stesso tempo migliorano il lunapark. Noi cerchiamo di mettere più ordine nello stand e anche le carovane. Un po’ tutti cucinano cose buone e le offrono alle altre famiglie con tanto amore. Geneviève ricorda a tutti i vari appuntamenti di preghiera col papa a cui tutti qui vogliono bene. Preghiamo al mattino con il papa, poi diciamo le lodi, e facciamo la comunione. Preghiamo per chi è sulla breccia, chi cerca di salvare le vite mettendo a rischio la propria, come medici, infermieri, volontari, lavoratori dei settori indispensabili che continuano ogni giorno accettando i rischi. E supplichiamo il Signore perché si fermi la pandemia e possiamo ricominciare il lavoro, la vita insieme con un amore rinnovato, con più solidarietà e rispetto per le persone e la natura. Ora è il tempo della speranza e della solidarietà. La speranza e la fiducia sono da rinnovare ogni giorno.   Le Piccole Sorelle Anna Amelia e Geneviève Joseph

Cei: altri 3 milioni di euro per essere a fianco delle strutture sanitarie

30 Marzo 2020 - Roma - Continuando l’opera di sostegno alle strutture ospedaliere, molte delle quali stanno radicalmente modificando la propria organizzazione interna per rispondere all’emergenza sanitaria, la Conferenza Episcopale Italiana mette a disposizione altri 3 milioni di euro – provenienti dai fondi dell’otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica – a beneficio della Fondazione Policlinico Gemelli, dell’Ospedale Villa Salus di Mestre, dell’Ospedale Generale Regionale Miulli di Acquaviva delle Fonti (BA). Per sostenere le strutture sanitarie è aperta una raccolta fondi. Chi intende contribuire può destinare la sua offerta – che sarà puntualmente rendicontata – al conto corrente bancario: IBAN: IT 11 A 02008 09431 00000 1646515 - intestato a: CEI - causale: SOSTEGNO SANITÀ    

Ritorna in Italia il Circo Zavatta grazie a Migrantes e Enc

28 Marzo 2020 - Roma - Attraccherà nel porto di Brindisi  questa mattina la nave che sta riportando in Italia dalla Grecia il Circo Zavatta al completo. Lo riferisce a www.migrantesonline.it don Mirko Dalla Torre della Commissione Migrantes per lo Spettacolo Viaggiante. Le famiglie del circo, per un totale di circa trenta persone fra cui diversi bambini, hanno potuto imbarcarsi nella notte grazie all’impegno congiunto dell’ambasciata italiana ad Atene, dell’Ente Nazionale Circhi e della Fondazione Migrantes, che ha messo in campo ogni sua risorsa per trovare uno sbocco ad una situazione apparentemente priva di vie d’uscita. Il Circo Zavatta, durante la sua ultima tournée in Grecia, era stato confinato in un campeggio a seguito delle misure straordinarie prese dal governo ellenico per far fronte all’epidemia di Coronavirus. Le famiglie del circo erano impossibilitate a procurarsi le cose più urgenti, con la prospettiva di rimanere a lungo in questo stato di penoso isolamento, oppure di dover rientrare in Italia senza le loro attrezzature che – ricordiamo – sono strumenti di lavoro, con i quali i circensi si guadagnano il necessario per sé e i loro figli. La famiglia Zavatta si è allora rivolta all’Ente Nazionale Circhi, ma ha anche interessato la Fondazione Migrantes, che è a fianco delle famiglie dello Spettacolo Viaggiante in tutte le circostanze della loro vita, racconta don Dalla Torre: "potendo contare anche sulla disponibilità del personale consolare italiano e di alcuni altri esponenti delle istituzioni, si è giunti, dopo qualche giorno di colloqui e trattative con le autorità di Atene, a individuare una soluzione percorribile e accettabile per tutti". Il circo con tutte le attrezzature è stato trasferito in un porto vicino e, verso la mezzanotte di ieri, venerdì 27 marzo, si è finalmente imbarcato per rientrare in Patria. La Fondazione Migrantes ringrazia di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla soluzione di questo difficile caso, ed auspica che questo metodo di lavoro congiunto e concorde diventi un modello per affrontare in futuro altre situazioni di questo tipo. (Raffaele Iaria)

Migrantes Reggio Calabria-Bova: gli aiuti al circo Orfei-Martini

27 Marzo 2020 -

Reggio Calabria - Con i mezzi della Protezione Civile  della Città Metropolitana di reggio Calabria, alla presenza dei Carabinieri, con il parroco don Nucera Danilo, sono  state consegnati al Circo Orfei / Martini, in sosta sulla S.S. 106 nei pressi di Saline, gli ulteriori rifornimenti di generi alimentari e beni di prima necessità. Sotto la pioggia battente, l'operazione è avvenuta con tutte le precauzioni sanitarie che il caso richiede.

Nonostante tutto c'è stato il tempo di scambiare un fraterno saluto a tutte le famiglie circensi tramite il Direttore del circo  Martini.  Rinnovando la disponibilità nostra con il parroco, don Danilo Nucera - informano i referenti Migrantes per lo spettacolo viaggiante della diocesi di Reggio Calabria-Bova, Angelica e Mario Casile - a "rivederci, non soltanto in questa situazione di emergenza sanitaria, ma poterci riunire sotto lo chapitou ad ascoltare la Parola di Dio e  pregare per i vivi e per i morti". Gli altri componenti del Circo, riunitosi a capannello hanno ringraziato e acconsentito alla proposta. I referenti Migrantes, insieme  don Nucera, hanno distribuito, oltre ai viveri, sussidi di preghiera da utilizzare nelle famiglie. Appena sarà possibile, il parroco ha dato la disponibilità  di celebrare una messa di ringraziamento sotto lo chapitou.

Un'altra buona notizia che è giunta in queste ultime ore: l'unico ragazzo in età scolare, grazie all'impegno dell'assessore Lucia Nucera e al Dirigente Scolastico della scuola primaria di Montebello, può continuare il suo percorso scolastico telematicamente in vista della valutazione finale. Alla luce della pandemia di questo tempo, la Caritas Italiana  e la Fondazione Migrantes Nazionale hanno sollecitato, tramite lettera, la collaborazione nelle singole diocesi. Questo input è stato "accolto e messo in atto con entusiasmo e generosità. Tanto da promuovere iniziative nel trapanese e nel triveneto, dove stanno sostando altri circhi e lunapark di cui siamo venuti a conoscenza", dicono i referenti Migrantes . La diocessi di Reggio Calabria-Bova, attraverso la Caritas diocesana ed il settore Migrantes "Circhi e lunapark", è stata presente  in questa "missione" consapevole che la collaborazione della Croce Rossa, del Banco Alimentare che hanno messo a disposizione i viveri di concerto con la Protezione Civile della Città Metropolitana e le Forze dell'Ordine, hanno "mostrato il vero volto dell'animo dei reggini e dei calabresi. Il cammino quaresimale di questo 'tempo'  si concretizza così, non soltanto nell'intimo di se stessi, nella conversione e nel pentimento ma nell'attegiamento di condivisione cristiana", spiegano Angelixa e Mario Casile.