Tag: Fondazione Migrantes

Costruttori di ponti 7: “Educazione civica, cittadinanza e nuove generazioni” il tema del convegno 2023

23 Gennaio 2023 - Ferrara - Educazione civica, cittadinanza e nuove generazioni. Esercitare i diritti e rispettare i doveri della società di cui si fa parte: Questo il tema del convegno che si svolgerà a Ferrara lunedì prossimo,  30 gennaio, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara, in Corso Ercole I d’Este, 37, dalle ore 14,30 alle ore 18,30Il convegno-seminario è promosso dalla Fondazione Migrantes, Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Istituto Alcide Cervi, in collaborazione con il Festival della Migrazione e con l’Università degli Studi di Ferrara.

Migrantes Locri-Gerace: “Il Diritto d’Asilo” con i vescovi Savino e Oliva

23 Gennaio 2023 - Locri - Sarà presentato a Roccella Ionica, nella diocesi di Locri-Gerace, il Report 2022 sul Diritto d'asilo redatto dalla Fondazione Migrantes. Dopo i saluti di mons. Franco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace, e di Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Ionica, seguiranno - moderati dal direttore regionale Migrantes Pino Fabiano -  interventi di Cristina Molfetta, curatrice, per la Fondazione Migrantes, del Raporto  e alcune testimonianze.  I lavori - che si svolgeranno giovedì 26 gennaioalle ore 16,30 presso l'ex Convento dei Minimi di San Francesco da Paola a Roccella Ionica - saranno comclusi dal vescovo di Cassano Ionio e Vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino.

Festival del Circo: preghiera ecumenica e incontro sulla pastorale in Europa

23 Gennaio 2023 - Roma - È consuetudine che sotto il tendone del Circo di Montecarlo, durante i giorni del “Festival Internazionale del Circo” – che si è aperto lo scorso 20 gennaio -  le chiese cristiane sostino per un momento di preghiera ecumenica. La celebrazione ecumenica è prevista per oggi, lunedì alle 19,00 sotto lo chapitou dell'Espace Fontvieille, con la partecipazione di artisti premiati al Festival Internazionale del Circo, l'Orchestra dei Carabinieri, della principessa e dei Maestri della Cattedrale di Monaco. Una iniziativa che prevede anche momenti circensi con le esibizioni di artisti internazionali presenti quest’anno alla kermesse. In concomitanza del festival anche – dal 20 al 24 gennaio - l’incontro annuale dell’European Circus Association (ECA), alla quale aderisce, per l’Italia, la Fondazione Migrantes come membro onorario e che sarà rappresentata da Sara Vatteroni, direttore Migrantes della Toscana e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Organismo pastorale della Cei. Sarà anche l’occasione di fare il punto sulla pastorale del mondo dello spettacolo viaggiante dopo due anni di pandemia con interventi non solo dei rappresentanti dei paesi europei ma con delegazioni provenienti anche dalle Americhe e dall’Australia. Tanti i  temi trattati nei primi giorni di incontri – ci dice Vatteroni - la formazione dei giovani artisti con la rete delle scuole del Circo, gli indirizzi delle politiche europee per garantire sostegno con progetti che finanzino sia le nuove proposte e spettacoli sia la mobilità e lo scambio degli artisti, ma anche le iniziative per salvaguardare questo mondo dello spettacolo. In contemporanea si svolge anche l’incontro del Forum ecumenico, nato da una intuizione di mons. Piergiorgio Saviola - già direttore dell’ufficio nazionale per la pastorale dei circensi e della Fondazione Migrantes -  che affronta le problematiche legate alla pastorale itinerante come la scolarizzazione per una realtà che esige “la nostra attenzione e che a maggior ragione ha bisogno di comunità che accolgano una presenza temporanea e gioiosa che porta gioia e esige un attenzione per alimentare una fede incentrata sui valori della famiglia itinerante”. (Raffaele Iaria)  

Mons. Felicolo: la “diversità è un dono grande”

20 Gennaio 2023 - Firenze – “Una sala gremita di persone diverse e ricca di colori”. Così mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes, ha salutato i partecipanti all’incontro conclusivo del progetto “Crescendo. Conoscere il mondo per essere cittadini consapevoli e attivi", che si è svolto a Firenze questa mattina su iniziativa del Centro Internazionale Studenti Stranieri "Giorgio la Pira” e la partecipazione di tante scuole. Un progetto finanziato dalla Fondazione Migrantes con i fondi dell’8X1000 della Chiesa cattolica italiana. Per mons. Felicolo la “diversità è un dono grande”: “mi avete contagiato con il vostro entusiasmo e la vostra allegria”, ha aggiunto: un entusiamo, una allegria che va “coltivata. Noi crediamo molto in questo insieme di culture e diversità che non si allontanano ma si avvicinano per amicizia”. Da qui l’invito a non disperdere questo patrimonio di relazioni belle ma a coltivarlo con passione”. Solo nell’incontro delle culture e non nella paura – ha concluso mons. Felicolo – si costruisce quella casa commune che rappresenta “un dono per tutti noi”. (Raffaele Iaria)

Mons. Perego: il decreto per la gestione dei flussi migratori “peggiora la situazione in ordine all’obbligo del salvataggio in mare dei migranti”

17 Gennaio 2023 - Roma - “Al fine di affrontare i problemi delle migrazioni dal Mediterraneo e della tutela dei richiedenti asilo il  decreto non ha nessun valore aggiunto, anzi peggiora la situazione in ordine all’obbligo del salvataggio in mare dei migranti, alla loro tutela e protezione, generando insicurezza dei migranti in pericolo”. Lo ha detto ieri sera il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Fondazione Migrantes, davanti alle Commissioni riunite I (Affari Costituzionali) e IX (Trasporti) nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 750 Governo recante "Conversione in legge del decreto-legge 2 gennaio 2023, n. 1, recante disposizioni urgenti per la gestione dei flussi migratori. Per il presule il decreto “indebolisce di fatto il principio costituzionale della sussidiarietà” che, all’art. 118 recita “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. L’articolo 118 applicato alla specifica situazione dell’azione delle navi della società civile “dovrebbe – ha spiegato mons. Perego - vedere lo Stato favorire e non indebolire l’impegno a realizzare questo obbligo di salvataggio e di tutela dei migranti. Per queste ragioni il destino del decreto dovrebbe essere solo la sua abrogazione”. Nell suo intervento mons. Perego ha evidenziato che vista la situazione della crescita di arrivi e di salvataggi via mare di migranti provenienti da almeno 60 Paesi del mondo, molti dei quali in situazione di guerra, di conflitti interni, di disastri ambientali, di miseria e rischio della propria vita, dal decreto legge del 2 gennaio 2023 “ci saremmo aspettati come Fondazione Migrantes della CEI nuovi impegni e nuove norme per la tutela e la protezione o il rimpatrio dei migranti salvati nel Mediterraneo, come anche norme più rigide sui respingimenti in mare, che il memorandum con la Libia nuovamente approvato ha aggravato,  più che ribadire alcune regole d’ingaggio risapute e condivisibili, ulteriormente corrette e aggravate, in contraddizione con le Linee guida sul trattamento del soccorso in mare e alcune Convenzioni internazionali in almeno tre punti della modifica dell’art. 1 comma 2 del decreto legge  del 21 ottobre 2020”: “la richiesta al comandante di avviare la procedura di domanda di protezione internazionale ( 2bis a)”;  “l’impossibilità di azioni diverse di salvataggio nel tragitto per raggiungere il porto più vicino e più sicuro (2bis d )”; “la difficoltà di sbarco, comunque, delle persone salvate in mare in una situazione emergenziale (2 ter)”. “Se si avesse voluto combattere il traffico degli esseri umani si avrebbe dovuto portare l’attenzione sul rinnovo del memorandum con la Libia piuttosto che sull’azione delle ONG come hanno documentato tutti i rapporti UNHCR degli ultimi anni”, ha detto mons. Perego come pure il decreto “non fa riferimento ai veri problemi che richiamano gli arrivi dal Mediterraneo: a. Un’attenzione all’accoglienza sull’isola di Lampedusa, con il rafforzamento delle forme di tutela sanitaria dei migranti sbarcati, l’identificazione e all’accesso al centro, il sovraffollamento del centro che genera insicurezza anzitutto dei migranti, le misure nuove per decongestionare il centro, gli arrivi autonomi dei barchini e la loro gestione, che corrispondono al 50% di tutti gli arrivi”. E poi “non una parola di nuovi accordi con i Paesi di partenza dei migranti”, “non una parola sulla situazione di questi Paesi di partenza”, “nessun riferimento all’Europa e, in particolare, ad accordi con i diversi paesi per l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo e all’ampliamento di esperienze altre di ingressi regolari, come i corridoi umanitari, purché non siano limitativi e selettivi degli ingressi”. E ancora, per mons. Perego “”nessun riferimento, poi, il decreto ha ai flussi via terra, che hanno gli stessi numeri e ai problemi connessi sulla tutela e la protezione dei migranti”. (R.Iaria)

Migrantes: Benedetto XVI e i migranti, un ricco magistero

31 Dicembre 2022 - Il Magistero che Papa Benedetto XVI ci lascia sulle migrazioni è ricco, soprattutto negli otto Messaggi delle Giornate mondiali per il migrante e il rifugiato negli anni del suo Pontificato (2005-2013), a partire dal primo  dove definisce le migrazioni ‘segno dei tempi’. Le prospettive in cui si muove il suo Magistero sul tema delle migrazioni, sono state riassunte dallo stesso Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate (2009), al n. 62 : “Un altro aspetto meritevole di attenzione, trattando dello sviluppo umano integrale, è il fenomeno delle migrazioni. È fenomeno che impressiona per la quantità di persone coinvolte, per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunità nazionali e a quella internazionale. Possiamo dire che siamo di fronte a un fenomeno sociale di natura epocale, che richiede una forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale per essere adeguatamente affrontato. Tale politica va sviluppata a partire da una stretta collaborazione tra i Paesi da cui partono i migranti e i Paesi in cui arrivano; va accompagnata da adeguate normative internazionali in grado di armonizzare i diversi assetti legislativi, nella prospettiva di salvaguardare le esigenze e i diritti delle persone e delle famiglie emigrate e, al tempo stesso, quelli delle società di approdo degli stessi emigrati. Nessun Paese da solo può ritenersi in grado di far fronte ai problemi migratori del nostro tempo. Tutti siamo testimoni del carico di sofferenza, di disagio e di aspirazioni che accompagna i flussi migratori. Il fenomeno, com'è noto, è di gestione complessa; resta tuttavia accertato che i lavoratori stranieri, nonostante le difficoltà connesse con la loro integrazione, recano un contributo significativo allo sviluppo economico del Paese ospite con il loro lavoro, oltre che a quello del Paese d'origine grazie alle rimesse finanziarie. Ovviamente, tali lavoratori non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro. Non devono, quindi, essere trattati come qualsiasi altro fattore di produzione. Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione”. Sono prospettive che si muovono nella tradizione del Magistero e dell’azione sociale della Chiesa, ribadite anche nell’Angelus della domenica 10 gennaio 2010 (dopo i fatti di Rosarno) e del Messaggio per la Giornata Mondiale delle Migrazioni (16 gennaio 2011), dal titolo: ‘Una sola famiglia umana’. Un messaggio che riprende il tema del diritto di migrare, già affermato da Giovanni XXIII nell’enciclica Mater et Magistra (n. 30) e ribadito da Paolo VI nell’enciclica Octogesima Adveniens (n. 17), e al tema di una fraternità universale che chiede di leggere l’accesso e la destinazione dei beni dentro la prospettiva di una cittadinanza universale: tema approfondito poi da papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti. L’ultimo messaggio per la Giornata mondiale dei migranti e rifugiato, del 2013, Papa Benedetto XVI lo ha dedicato al tema «Migrazioni: pellegrinaggio di fede e di speranza», in concomitanza con le celebrazioni del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II e del 60° della promulgazione della Costituzione Apostolica Exsul familia, mentre tutta la Chiesa era impegnata a vivere l’Anno della fede, raccogliendo con entusiasmo la sfida della nuova evangelizzazione. “Fede e speranza - scriveva Papa Benedetto XVI - formano un binomio inscindibile nel cuore di tantissimi migranti, dal momento che in essi vi è il desiderio di una vita migliore, unito molte volte alla ricerca di lasciarsi alle spalle la «disperazione» di un futuro impossibile da costruire”. La sua morte ci consegna questa fede e questa speranza dei migranti per costruire con loro il nostro futuro, come ha ripetuto Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata dei migranti e dei rifugiati di quest’anno. Un Magistero che continua. ​(mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)

E’ morto papa Ratzinger

31 Dicembre 2022 - Città del Vaticano  - "Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano". Lo dichiara il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Dalla mattina di lunedì prossimo, 2 gennaio, il corpo del Papa emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli.
La Fondazione Migrantes con il Presidente, S.E. Mons. Gian Carlo Perego e il Direttore Generale, Mons. Pierpaolo Felicolo, si unisce alla preghiera che si alza nel mondo per la morte del papa emerito nel regno della luce e della verità.

Migrantes, Natale di pace: il messaggio di mons. Perego

22 Dicembre 2022 -  “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che il Signore ama”. Nella Messa della notte di Natale ritorniamo a intonare nelle nostre chiese, dopo il silenzio dell’Avvento, il canto degli angeli. Per gli uomini e le donne che ama come figli e figlie, Dio a Natale regala il Figlio, che dona la pace. È una pace da costruire, anzitutto, in questo tempo di una guerra alle porte dell’Europa, che ha sconvolto non solo l’economia, impoverendo le famiglie e le imprese, ma anche ha impressionato le nostre menti, ha colpito il nostro cuore con le migliaia di morti e feriti, i milioni di Ucraini in fuga dalla propria terra, la distruzione di beni comuni come scuole, ospedali, il rischio di una catastrofe nucleare. Non siamo ancora stanchi della guerra, anche se con la guerra tutto è perduto: la vita, gli affetti, la casa. È una pace a cui educare ogni persona, soprattutto i giovani. A cinquant’anni dall’approvazione della legge sull’obiezione di coscienza ritorna forte il rifiuto delle armi. La pace non si può appoggiare sulle armi. È un’illusione. La pace nasce dal dialogo, dal confronto, dalla ricerca del bene comune, dalla custodia dei beni comuni. Il comandamento ‘Tu non uccidere’ rifiuta la logica delle armi, soprattutto oggi che sono incontrollate, di distruzione di massa. Lo ricordava con parole forti a un gruppo di giovani universitari don Primo Mazzolari, nel 1955: “Cristianamente e logicamente la guerra non si regge. Cristianamente, perché Dio ha comandato: «Tu non uccidere» (e «Tu non uccidere», per quanto ci si arzigogoli sopra, vuol dire: «Tu non uccidere»); e per di più si uccidono fratelli, figli di Dio, redenti dal sangue di Cristo; sì che l'uccisione dell'uomo è a un tempo omicidio perché uccide l'uomo; suicidio perché svena quel corpo sociale, se non pure quel corpo mistico, di cui l'uccisore stesso è parte; e deicidio perché uccide con una sorta di «esecuzione di effigie» l'immagine e la somiglianza di Dio, l'equivalenza del sangue di Cristo, la partecipazione, per la grazia, della divinità”. Le armi non hanno mai costruito fraternità, ma hanno generato paura, morte, sicurezza effimera. Educhiamo e educhiamoci alla pace e favoriamo il disarmo per costruire un mondo e una città di pace: è questo il messaggio che viene da questo Natale. Senza la ricerca della pace rinneghiamo il Natale e prepariamo ancora, come Erode, la violenza sui piccoli e la fuga delle famiglie, come la famiglia di Nazareth. Auguro a tutti un Buon Natale di conversione alla pace: nelle parrocchie, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle caserme, negli ospedali e nelle case di cura, nelle città e nei paesi. Un augurio speciale di pace raggiunga le comunitò emigranti, immigrate, rom e sinti e dello spettacolo viaggiante. E raggiunga le nostre comunità ucraine in Italia, lontane dai propri familiari rimasti nel Paese martoriato dove si ripete la strage degli innocenti, come in altri 30 del mondo in cui scorre il sangue di guerre dimenticate. Buon Natale di pace.

Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo Ferrara-Comacchio

Presidente Fondazione Migrantes

Fondazione Migrantes: domani al circo Rony Roller celebrazione eucaristica sotto il tendone

16 Dicembre 2022 - Roma - Una celebrazione eucaristica sotto il tendone del circo Rony Roller che da domani al 14 febbraio sarà a Roma in Via Boccea. La celebrazione domani mattina alle 11,00 presieduta dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Saranno presenti gli operatori del circo ed alcuni operatori pastorali. Il circo allieterà con il suo spettacolo le giornale natalizie. Negli anni scorsi hanno anche voluto offrire alcuni spettacoli a gruppi di diversamente abili, bambini, persone fragili e poveri. “Ringrazio tutti i ragazzi e le ragazze del Circo che hanno fatto questo spettacolo. È uno spettacolo che ci mette in contatto con la bellezza, e la bellezza si tira su sempre, la bellezza si fa andare oltre, la bellezza è una via per andare dal Signore. Grazie, grazie a voi per questo spettacolo”, ha detto loro papa Francesco il 5 gennaio scorso durante una Udienza Generale. Un gruppo di artisti, al termine dell’udienza, si è esibito di fronte a Papa Francesco con vari numeri. Non è la prima volta che accade. “Saluto gli artisti del Rony Roller Circus – ha detto il Papa – e torno a ringraziare questa attività vostra che è curiosa. Dietro di questo che hanno dato, dietro questa bellezza, ci sono ore e ore di allenamento e di lavoro per finire a fare uno spettacolo così. Grazie, grazie…”.

Mons. Felicolo: abbiamo gli strumenti per riuscire a dare risposte diverse a chi arriva e ha bisogno d’aiuto

13 Dicembre 2022 - Roma - “Ripensiamo al nostro ruolo nel mondo e proviamo davvero a costruire pace". Lo ha detto oggi a Roma mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, concludendo il convegno alla Pontificia Università Gregoriana per presentare il Rapporto 2022 sul diritto d’asilo. “Siamo chiamati ad un impegno personale, privato e pubblico, ad essere costruttori di pace e ricercatori di una vita dignitosa per tutti, di aiuto vero ai Paesi da cui fuggono tante persone, per restituire dignità – ha affermato -. Come italiani proviamo a dare un esempio a livello europeo per costruire reali relazioni di solidarietà con chi arriva via mare e via terra, che sono i più numerosi, nonostante la narrazione errata che se ne fa. Prendiamo il nostro posto ed esterniamo da che parte stiamo, viviamo il presente con la certezza di fare ciò che è giusto”. Il direttore dell'organismo pastorale della Cei ha invitato a "prendere il nostro posto rispetto alle cose. Esteriamo da che parte stiamo. Viviamo il nostro presente con la certezza di fare quello che è giusto". "Probabilmente - ha aggiunto - la nostra voce è flebile rispetto al memorandum con la Libia, troppo debole. Sappiamo tutti che rimandare persone in Libia significa sottoporre le persone a trattamenti disumani, a violenza e torture. Abbiamo gli strumenti economici, sociali e morali per riuscire a dare risposte diverse a chi arriva e ha bisogno d'aiuto". “Rendiamo concreta la presenza di migranti e rifugiati, perché ci indichino loro stessi i punti di forza e debolezza nei percorsi che li riguardano. L’Italia ha bisogno di crescere e cosa c’è di meglio dell’entusiasmo di chi arriva da noi? Giovani uomini e donne innamorati della vita, nuove generazioni in cammino”, ha concluso.